Editoriale

 
  (Francesco Cangialosi, Direttore Editoriale)          
 

Le Norme nella Manutenzione

L’esigenza di "mantenere" un bene e, quindi, di dover fare manutenzione adottando le politiche più adeguate, cresce con lo sviluppo tecnico ed economico dei popoli. "Mantenere" un bene, assicurarsi che sia sicuro, che non possa causare danni a persone e cose, che rispetti l’ambiente, dovrebbe essere un’esigenza utile alla convivenza civile, radicata nell’intimo dell’individuo, indice del progresso culturale di una nazione. Gli antichi romani ritenevano che la tutela (manutenzione) degli acquedotti fosse cosa degna di speciale attenzione, essendo questi "manifestazione precipua della grandezza del popolo romano".

La volontà di "mantenere" è spesso frenata dalle ridotte disponibilità economiche degli individui, delle aziende o delle istituzioni. La formazione e l’educazione al "mantenere" non sempre è incentivata, almeno dal punto di vista semantico, dalle istituzioni. Per la formazione di una coscienza individuale e collettiva è necessario, infatti, che anche il linguaggio sia appropriato, per dare il giusto significato alle nostre azioni. Vediamo che alcune attività di manutenzione preventiva e/o ispettiva, rese obbligatorie per legge, sono definite come "revisione", "verifica", "ispezione"; definizioni letteralmente corrette ma espressioni di attività imposte e non occasione e strumento di formazione e di utilizzo di definizioni più coerenti con l’attività richiesta.

Un aiuto alla formazione ci è fornito dalle norme, che sono strumento necessario per definire le regole, i comportamenti ed il linguaggio comune su un determinato argomento/azione.

In Italia, sin dagli anni ’80, sono nate le norme UNI sulla manutenzione, sulla scia di quanto fatto in altre nazioni. Alla loro stesura hanno dato un notevole contributo molti soci della nostra Associazione, anche con funzione di coordinamento. Le norme UNI recepiscono, secondo le leggi comunitarie, le norme CEN sulla manutenzione (vedi figura). Le norme UNI sulla manutenzione riguardano i processi di manutenzione (principi generali e contrattualistica), i patrimoni immobiliari, i trasporti.

Queste norme sono volontarie, proposte dagli operatori del settore, redatte ed emesse nel rispetto dei regolamenti dell’Ente di normazione, che ne assicura, mediante i suoi organi tecnici e lo strumento della inchiesta pubblica:

  • la coerenza con le regole della buona ingegneria e della legislazione vigente,
  • il corretto funzionamento delle commissioni,
  • l’oggettività.

Queste norme non sono vincolanti, a meno che non siano recepite dalla legislazione o richiamate negli accordi fra le parti. Esse indicano un percorso secondo metodi e regole condivise, sintesi di analisi, di studio e di esperienza degli operatori e degli studiosi del settore. Uniformano inoltre il linguaggio sia a livello nazionale, che internazionale (CEN, ISO, IEC).

Le norme, come complesso di regole, usi e convenzioni, danno:

  • Definizioni univoche nelle attività e nella gestione della manutenzione.
  • Norme sui principi generali, sulla gestione e sulla contrattualistica che tengono conto della prassi (organizzativa, commerciale, tecnica) consolidata e della legislazione vigente, con particolare riguardo alla sicurezza. Sono uno strumento utile nella gestione della manutenzione, facilitano i rapporti tra le imprese, e posono essere strumento di riferimento nei rapporti tra parti e nelle relative controversie. Le norme, con i loro contenuti, forniscono strumenti per Benchmarking tecnici e gestionali omogenei fra aziende e/o istituzioni.

Per la crescita della cultura manutentiva negli individui ed, in particolare, nelle aziende e nelle istituzioni è necessario che le norme sulla manutenzione siano diffuse, superando anche la barriera del loro costo. Si dovrebbe trovare il modo di far sì che le norme, e le norme UNI sulla manutenzione in particolare, in quanto patrimonio della nazione, siano di pubblico dominio, come ormai avviene con la legislazione italiana, che è reperibile su Internet. La conoscenza e l’utilizzo delle norme UNI sulla manutenzione possono essere, infine, un utile corollario al Testo Unico sulla Sicurezza, di prossima emissione.