Editoriale

 
  (Francesco Cangialosi, Direttore Responsabile, Vice Presidente Commissione Manutenzione    dell'Uni)          
 

La manutenzione in sicurezza e pe la sicurezza

Irecenti gravissimi e dolorosi fatti della Tyssen-Krupp di Torino, i 1225* infortuni mortali e gli 878 mila* incidenti sul lavoro su 19,4 milioni* di lavoratori del settore industria e servizi che ogni anno colpiscono le famiglie in Italia, ci impongono di riflettere sulla grave situazione in cui versa il nostro mondo del lavoro e sul ruolo che ha e può avere la Manutenzione per prevenire o per non causare incidenti. Sui fatti in Tyssen-Krupp lasciamo agli organi preposti la definizione delle cause. Ogni giudizio o valutazione tecnica dell’accaduto, al momento, sarebbe inopportuno, perché privo della conoscenza oggettiva della dinamica dei fatti, dello stato degli impianti e della formazione dei lavoratori.

Trevor Kletz, studioso ed analista di incidenti rilevanti di risonanza mondiale, nella prefazione alla terza edizione del suo libro "Learning from Accidents" ricorda che "Molti incidenti si sono verificati perché il sistema delle autorizzazioni è stato inadeguato o perché l’intervento manutentivo non è stato eseguito correttamente". Afferma inoltre che non è conveniente che la responsabilità della manutenzione sia affidata allo stesso manager che è responsabile dei processi produttivi perché "poche persone hanno le conoscenze e le esperienze necessarie per eseguire i due compiti così diversi". Estendiamo le deduzioni di Trevor Kletz affermando che per una corretta e sicura gestione ed esecuzione della manutenzione "in sicurezza e per la sicurezza" è necessario disporre di un adeguato sistema di procedure, che gli interventi siano eseguiti efficacemente ed a regola d’arte da personale sensibile alle esigenze della sicurezza, esperto, qualificato e certificato, che il coordinamento sia affidato a manager di elevata e certificata esperienza e competenza. Per le considerazioni su esposte è opportuno utilizzare tutti gli strumenti necessari per combattere la piaga degli incidenti sul lavoro. A tal fine disponiamo già di un elevato numero di leggi, decreti, norme e procedure che regolano anche le attività di cantiere, di costruzione e di manutenzione per assicurare la prevenzione degli incidenti, la salute dei lavoratori e la protezione dell’ambiente. Ricordiamo le più importanti:

  • D.P.R. 547/55: Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.
  • D. Lgs 626/94 e 242/96 recepiscono le direttive europee sulla prevenzione degli infortuni.
  • D. Lgs 494/96 e 528/99 sulla sicurezza nei cantieri.
  • D, Lgs 123/2007: Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia.
  • D.P.R. 175/88, D. Lgs 334/99 e direttiva CEE 105/2003: (direttiva Seveso) per la salvaguardia della salute e dell’ambiente da rischio industriale.
  • Le norme ISPESL, CEI, UNI, CEN, CENELEC.

Questo non appare del tutto sufficiente. La complessità e la quantità delle leggi e decreti in vigore dovrebbe essere superata dal "testo unico" per il riassetto e la riforma della normativa a tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, di prossima emissione, fortemente sollecitato dal Presidente Napolitano preoccupato per i numerosi e gravi incidenti mortali sul lavoro. E’ indispensabile, tuttavia, che i diversi operatori all’interno di un’organizzazione aziendale si sentano responsabilizzati per operare "in sicurezza e per la sicurezza" I datori di lavoro, i loro rappresentanti, i direttori dei lavori, i manager di manutenzione e tutto il personale di struttura dipendente, hanno l’obbligo di rispettare e fare rispettare tutto il sistema legislativo e normativo sulla sicurezza sul lavoro, di provvedere alla necessaria formazione dei lavoratori e di dare loro tutte le attrezzature e gli strumenti necessari. Ai funzionari dello Stato preposti è affidato il compito di vigilare sull’osservanza delle leggi e di assicurarsi, con gli strumenti a loro disposizione, che siano applicate le necessarie misure di protezione e prevenzione.

Oltre al corretto utilizzo e rispetto di leggi e norme, la Manutenzione può farsi promotrice di un atteggiamento maggiormente proattivo per la riduzione degli incidenti, attraverso la definizione e messa in opera della migliore politica di manutenzione per il mantenimento in efficienza e sicurezza dei beni. La norma UNI 10336 sui "criteri di progettazione della manutenzione", recentemente revisionata può essere un valido aiuto per chi vuole progettare la manutenzione ed assicurare che i beni siano gestiti in sicurezza e garantiscano la disponibilità richiesta. Per definire quale politica di manutenzione adottare in un dato asset, bisogna innanzitutto individuare i "beni critici" per i quali bisogna adottare adeguate politiche di manutenzione tali da assicurare ai fini della sicurezza:

  • la sicurezza delle persone in caso di guasto,
  • la salvaguardia dell'ambiente in caso di guasto,
  • l’applicazione delle prescrizioni di legge relative ai controlli periodici ed ai collaudi,
  • l’applicazione di piani di manutenzione consigliati nel manuale del costruttore.

Per questi beni critici è necessario adottare, con il necessario supporto dell’Ingegneria di manutenzione, una politica di manutenzione preventiva (su condizione, predittiva, ciclica, di fermata programmata) per assicurarne un assetto e/o un funzionamento sicuro ed affidabile.

Il rispetto delle leggi, delle norme, delle procedure applicative, unitamente alla scelta di un’adeguata politica di manutenzione, sono la via necessaria per una politica delle attività produttive, dei servizi e, più in generale, di tutte le attività umane, che abbia come primo obiettivo la salvaguardia della vita e della salute dei lavoratori e dei cittadini, e la protezione dell’ambiente.

*media dei dati INAIL per gli anni 2001-2006