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Si è svolta il 10 ottobre u.s. presso la Villa Montalto di Firenze un Convegno organizzato da SIMan e personalmente da Popi Adriani e dalla sua squadra, con la presenza di circa 120 partecipanti, articolato in due sessioni: la prima in mattinata: "storie di uomini e di manutenzione" che ha ripercorso la storia degli ultimi trent’anni della manutenzione in Italia attraverso attori di rilievo di questo processo quali Vittorio Emmanuele, Presidente A.I.MAN., Adriano Pasquinelli della Solvay Chimica, Paolo Pennisi della Colussi, Alessandro Spadini della Barilla, Franco Santini Past-President A.I.MAN. e Gianni Bettini dell’Università di Firenze. Dopo il saluto di Popi Adriani, anima della SIMan, con la Presidenza di Luciano Furlanetto hanno preso l’avvio i lavori del Convegno.
Gli interventi di Vittorio Emmanuele, Adriano Pasquinelli, Paolo Pennisi, Alessandro Spadini hanno approfondito le evoluzioni organizzative, culturali, le nuove sensibilità e le nuove priorità attraverso un processo professionale personale dei relatori, in cui è emerso come l’industria di processo abbia segnato l’innovazione della manutenzione negli anni 70-80, ma oggi l’industria manifatturiera (personalmente ritengo l’industria alimentare caratterizzata da una cultura "manifatturiera") prossima a soluzioni organizzative più evolute e di stretta integrazione
fra manutenzione ed esercizio fino ad un superamento della distinzione fra le funzioni, salvo un presidio forte e distintivo dell’ingegneria di manutenzione con le macroresponsabilità classiche di progettazione, controllo e miglioramento.
Franco Santini ha preso in esame lo sviluppo dell’attività di normazione a livello europeo, dove l’Italia ha un ruolo primario gestionale e di indirizzo
attraverso la presidenza e la segreteria della struttura che sovrintende alle attività dei Gruppi di Lavoro del CEN di manutenzione. Infine Bettini ha descritto tutte le "capabilities" dell’Università di Firenze di attività di attività consulenziali in campo manutentiva non solo su tematiche ingegneristiche ma anche organizzative. Nel pomeriggio, attraverso lavori in sessioni sequenziali e parallele anche per andare incontro agli interessi più specifici dei presenti, sono state presentate metodiche e apparecchiature di diagnostiche e due importanti approfondimenti sulla lubrificazione. I relatori della seconda parte della giornate, sono stati:
G. Manzini della MG-Service
G. Mariani della Mecoil D.M.
C. Salvadori della Safe Sailing
E. Piana della Karberg & Henneman
C. Cola della SPM Instrument
A. Priori della Renox.
Una giornata di qualità con una partecipazione particolarmente qualificata e numericamente significativa, che, con un processo di ripensamento storico nella prima parte ha posto le basi per approfondimenti sulle evoluzioni future.
Se i soggetti deputati allo sviluppo culturale, quali l’A.I.MAN., l’UNI, le Università e le aziende industriali e di servizi continueranno a dare il loro contributo potremmo approfondire i temi dell’integrazione tra progettazione e manutenzione anche riguardo la normativa, gli sviluppi e le integrazioni dei sistemi informativi, la qualificazione e la certificazione del personale, con al centro, elemento fondamentale di integrazione, il piano di manutenzione con le logiche diagnostiche e la relativa strumentazione sempre più significative e rilevanti, lo sviluppo della cultura manutentiva volta ai problemi della sostenibilità.
Un tema che è sembrato di particolare interesse per i presenti è stata la terziarizzazione.
In un regime di esternalizzazione crescente (attorno al 60% del personale operativo di manutenzione ordinaria e straordinaria), gli indirizzi di global service generale che si coglievano circa 8-10 anni fa, sembrano rientrare verso forme, sempre di contratti a risultato, ma per tipologie di macchine e apparecchiature.
E’ forse il tema più maturo o di urgente necessità di approfondimento. La staffetta è ripresa da Adriani e dalla sua Scuola Italiana di Manutenzione che è una iniziativa viva e interessante per lo sviluppo della cultura manutentiva.
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