Manutenzione, Maintenance, Mantenimiento ...
Esiste un pensiero manutentivo revisionista che pone un problema terminologico, alla base di un rilancio della manutenzione secondo un approccio ingegneristico.
La manutenzione non è "sexy" e ricorda un mestiere sporco di grasso, questa immagine allontanerebbe i giovani più qualificati dalla manutenzione.
Allora perché non parlare di gestione degli asset che in italiano sarebbe gestione dei beni secondo la terminologia UNI (è sempre l’espressione di questo pensiero revisionista). La gestione degli asset, con quel termine inglese imbarazzante (se dovessimo tradurlo), mi ricorda l’approccio a ciclo intero della vita del bene con tutte le integrazioni organizzative/gestionali ed economiche che esso comporta. Approccio nato negli anni ‘60 negli Stati Uniti e trattato nella prima letteratura diffusa sulla manutenzione. L’autore simbolo fu uno studioso americano di origine francese: Blanchard, che tanti ricorderanno. Penso che questo dibattito non abbia un reale contenuto culturale. Credo che la manutenzione debba ricercare una sua forte connotazione e identità partendo dalla sua storia che è fatta anche di mani sporche ed artigianalità.
Il termine manutenzione è antico, in inglese è maintenance, in spagnolo mantenimiento o manutenciòn. I Francesi di Arnold Ogus, che fu maestro dell’approccio quantitativo negli anni ‘70, cambiarono entretien appunto con maintenance che ora è il termine diffuso e che connota un approccio culturalmente ampio. Cosa mancherebbe alla manutenzione nel termine gestione dei beni? Credo che si finirebbe con il pensare che la cultura manutentiva sia "solo" l’approccio quantitativo / ingegneristico. Non sarebbe poco, ma se connotiamo la manutenzione come la scienza della conservazione, la gestione degli asset o dei beni è un di cui. Esiste un’altra dimensione della manutenzione del futuro che è quella imprenditoriale. La terziarizzazione ha avuto una crescita continua negli ultimi vent’anni, anche se non impetuosa. Siamo in presenza di una domanda crescente e sempre più qualificata, di prestazioni manutentive. La motivazione strategica è la focalizzazione sulla "core competence" e su molte attività manutentive il cliente chiede la "core competence" al mercato.
Il progettista e costruttore può essere il soggetto che ha il differenziale di conoscenza su come gestire al meglio la vita delle macchine e impianti che progetta. Questa opportunità di business crea le premesse per la nascita di aziende che hanno la manutenzione come missione e l’imprenditore dovrà avere nel suo DNA la cultura della conservazione, dovrà conoscere le strade della "circular economy" per poter considerare la manutenzione un’arma di competizione.
Gli strumenti atti a gestire correttamente le varie forme di global service, che ha il suo differenziale di competizione nella progettualità dinamica del servizio, sono:
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sistema informativo
- diagnostica tecnica
- piani di manutenzione
- standard dei lavori
E’ da sottolineare come, un rapporto finalizzato ad ottimizzare i costi globali di manutenzione, debba anche ottimizzare i tempi di sostituzione delle apparecchiature o dei sottoinsiemi che costituiscono una componente rilevante dei costi globali di manutenzione.
E’, d’altra parte, inevitabile che, in un mondo della manutenzione, sempre più teso alla terziarizzazione, il cliente chieda una partecipazione del fornitore più ampia, in termini di contributo manageriale e imprenditoriale e quindi di responsabilità. Il panorama evolutivo della manutenzione ha come elemento di connotazione strategico - evolutiva l’esternalizzazione della manutenzione. Esigenze organizzative di riconfigurazione delle aziende e di valorizzazione delle competenze e dell’imprenditorialità dei fornitori porta a privilegiare forniture del servizio in global service. Le conseguenze di queste scelte sono quanto mai benefiche per la manutenzione che si trova al centro di un territorio di competizione e di imprenditorialità. E’ una sfida non priva di rischi, solo le aziende con una forte cultura manutentivo ingegneristica potranno competere, e il futuro di tante aziende di manutenzione che oggi operano sul mercato con l’ottica "facile" di affittare braccia ancorchè nobilitate dalla conoscenza del "mestiere", dovrà cambiare.
È fondamentale un approccio organizzativo con al centro la figura del manager di manutenzione, con una
dimensione professionale culturale ed ingegneristica.
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