Ingegneria di manutenzione: governare il cambiamento attraverso la formazione e le competenze specialistiche delle figure tecniche

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Ettore Martinelli, Maintenance Engineering Director di Tenaris Dalmine

Ingegneria di manutenzione: governare il cambiamento attraverso la formazione e le competenze specialistiche delle figure tecniche
Ingegneria di manutenzione: governare il cambiamento attraverso la formazione e le competenze specialistiche delle figure tecniche

Nel corso degli ultimi anni, è in atto una ra­dicale trasformazione ed un profondo cam­biamento delle modalità di gestione delle atti­vità industriali. Non che in precedenza questo non si sia accaduto, ma la velocità con la quale si sta manifestando in quest’ultimo periodo ha a mio avviso ben pochi riferimenti nel recente passato.

Da un lato cresce la necessità di far fronte a richieste di produzione che si possono definire sempre più “schizofreniche”, cioè altalenanti e imprevedibili, anche nell’industria di processo. Dall’altro, emergono nuove opportunità dovu­te all’introduzione di nuove tecnologie, quali Intelligenza Artificiale, Big Data, IoT, Robotica, che sempre di più coinvolgono trasversalmente tutti i processi e le funzioni industriali. E, an­cora, è da rimarcare la stringente necessità di ottimizzare i processi, visti i budget sempre più costretti nella ricerca di riduzione dei costi ope­rativi diretti ed indiretti.

Questo rinnovamento, inarrestabile ed irrever­sibile, investe anche la manutenzione. E, quindi, fa nascere: opportunità, prospettive di evoluzio­ne e cambiamento utili al controllo e all’incre­mento di efficienza dei processi manutentivi. Il cambiamento pervade l’intera struttura, opera­tiva, tecnica e gestionale, proponendo riflessio­ni e spunti evolutivi da applicare alle consolidate metodologie e politiche di manutenzione per la gestione degli asset industriali.

Diviene per questo fondamentale possedere le opportune conoscenze ed essere in grado di go­vernare e utilizzare le nuove tecnologie, senza farsi travolgere dalla moda del momento o dall’a­buso tecnologico fine a sé stesso; ed essere in grado di discernere tra ciò che è, o potrebbe es­sere, un reale vantaggio per l’impresa, evitando inutile dispendio di risorse capitali ed umane.

Strumento della manutenzione che si evolve, e può rispondere alla richiesta di cambiamento, è l’Ingegneria della manutenzione o meglio l’In­gegnere di manutenzione, figura professiona­le nell’industria moderna che ha il compito di: sviluppare, aiutare e supportare l’evoluzione dei processi, individuare e risolvere le criticità im­piantistiche soprattutto nell’ambito della manu­tenzione, ma che deve essere visto anche come riferimento e risorsa di altre funzioni aziendali quali la produzione, sicurezza, ambiente, quali­tà, fino anche al R&D.

L’ingegnere di manutenzione, quindi, supporta la manutenzione di base in diverse esigenze: nella definizione dei piani di controllo, nell’a­nalisi dei guasti, e nella risoluzione delle pro­blematiche croniche o puntuali attraverso il miglioramento continuo. Inoltre, e sempre di più, è una figura trasversale che ha la capacità di collaborare con tutte le aree dell’azienda per lo sviluppo e la gestione degli asset industriali. E’ colui che, avendo una profonda e dettagliata conoscenza della macchina (delle potenzialità e dei limiti di progetto), può favorire, attraverso il lavoro in team con i tecnologi di processo e di produzione, l’incremento di produttività o lo sviluppo di nuovi prodotti attraverso migliora­menti e modifiche degli asset. Collabora con Qualità e Produzione nell’anticipare possibili problemi qualitativi o nell’individuazione di de­terioramenti che hanno ricadute sulla qualità del processo o del prodotto. Interviene con Si­curezza e Produzione per le modifiche impian­tistiche o nell’elaborazione di procedure per il setup o attrezzaggio macchina, al fine di ridur­re al minimo possibili rischi legati all’intervento degli operatori ed alla continuità di produzione. Ancora, interagisce con la funzione ambientale e l’energy manager per individuare migliora­menti o inefficienze da recuperare sia nell’u­tilizzo delle energie sia nella riduzione delle emissioni.

Per fare tutto questo, sono necessarie diverse ed estese competenze che fanno parte del ba­gaglio di un ingegnere di manutenzione esperto “Asset Maintenance Engineer”:

  • capace di governare tematiche meccaniche, elettriche ed elettroniche;
  • con approfondita conoscenza gli impianti;
  • in possesso degli skills richiesti dai processi di implementazione e utilizzo delle tecnolo­gie di “Industria 4.0”;
  • capace di assicurare in ogni fase della vita degli asset il massimo dell’affidabilità e dell’efficienza, attraverso il monitoraggio del processo e l’analisi dei dati provenienti dagli impianti.

Per sviluppare o rafforzare le competenze cita­te, è fondamentale mantenere, continuare a svi­luppare i soft skill, la formazione ed il know how specialistico dei tecnici di manutenzione così da poter guidare consapevolmente le scelte manu­tentive ed impiantistiche, gli investimenti in up­grade tecnologico, e far fronte alle dinamiche di evoluzione dell’industria moderna.

Ettore Martinelli, Maintenance Engineering Director, Tenaris Dalmine

Pubblicato il Febbraio 8, 2019 - (22 views)
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