La certificazione accreditata in conformità alla UNI EN 15628:2014

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La norma costituisce una guida per definire le conoscenze, abilità e competenze richieste al personale di manutenzione

Figura 1 – L’albero della manutenzione
Figura 1 – L’albero della manutenzione
Figura 2 – Il circolo virtuoso da cui non può prescindere l’efficacia della manutenzione
Figura 2 – Il circolo virtuoso da cui non può prescindere l’efficacia della manutenzione

Introduzione

Accredia è l’Ente unico nazionale di accreditamento designato dal Governo italiano. Il suo compito è attestare la competenza, l’imparzialità e l’indipendenza di Laboratori e Organismi che verificano la conformità di prodotti, servizi e professionisti agli standard di riferimento, facilitandone la circolazione internazionale e garantendo la protezione di interessi pubblici come salute, sicurezza e ambiente. Accredia è un’associazione privata senza scopo di lucro che opera sotto la vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico e svolge un’attività di interesse pubblico, a garanzia delle istituzioni, delle imprese e dei consumatori. 

Il contesto normativo

Alla fine degli anni ’90 un’indagine dell’Antitrust evidenziò la necessità di liberalizzare il mercato professionale – in linea con la normativa UE – e di individuare il modo più efficace per tutelare i consumatori, assicurando la qualità delle prestazioni e il rispetto di principi etici e codici di condotta. Fino ad allora infatti l’unico modo per proteggere l’utente, consumatore o business, dal professionista non competente e privo della necessaria formazione era l’ordine professionale, che  garantiva sia la formazione professionale sia la competenza evidenziata dal superamento dell’esame di Stato.

Alle sollecitazioni europee e dell’Antitrust e per adeguarsi al mercato del lavoro, il Legislatore nazionale ha risposto con la Legge 4/2013 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”, disegnando un quadro normativo che promuove l’autoregolamentazione volontaria, attraverso tre sistemi di qualifica dei professionisti non iscritti a ordini o albi (cd “non regolamentati”):

  • Autodichiarazione, con la quale il professionista attesta di possedere titoli di studio, esperienze lavorative, frequentazione di corsi di formazione, competenze ecc;
  • Attestazione di qualità e di qualificazione professionale dei propri servizi, rilasciata dalle associazioni di riferimento ai propri iscritti;
  • Certificazione di conformità alla norma tecnica UNI definita per la singola professione, rilasciata da organismi di parte terza accreditati dall’ Ente Unico nazionale di accreditamento – Accredia – ai sensi del Regolamento europeo 765/2008.

La certificazione accreditata

La certificazione delle figure professionali deve essere svolta da organismi accreditati ai sensi della norma tecnica internazionale UNI CEI EN ISO/IEC 17024 "Requisiti generali per organismi che eseguono la certificazione di persone".

Attraverso l’accreditamento rilasciato da Accredia, vengono soddisfatti tre requisiti fondamentali per l’affidabilità del mercato delle professioni e la salvaguardia degli interessi dei consumatori:

  • imparzialità: la valutazione delle competenze delle figure professionali è svolta da un soggetto (organismo di certificazione) che, ai sensi della norma ISO/IEC 17024, deve essere indipendente ed imparziale nei confronti delle persone certificate (es. non deve offrire o fornire formazione professionale pertinente alla competenza che certifica);
  • aggiornamento professionale continuo che, per tutta la durata della certificazione, deve essere documentato dal professionista tramite attestati di formazione o prove d’esame (in base allo schema di certificazione applicabile);
  • accertamento della competenza della figura professionale attraverso il superamento di una prova d’esame.

Le certificazioni accreditate, inoltre, in virtù dell’appartenenza di Accredia all’infrastruttura europea di accreditamento EA (European co-operation for Accreditation) e al network mondiale IAF (International Accreditation Forum) sono riconosciute valide nelle economie dei principali Paesi del mondo.

Da un punto di vista operativo, l’organismo di certificazione esamina la competenza del candidato, sulla base dei requisiti applicabili definiti dalla norma tecnica ed eventuali altri documenti, per mezzo di prove scritte, orali e pratiche, pianificate e strutturate in modo tale da assicurare che tutti i requisiti siano sistematicamente soddisfatti, con documentata e sufficiente evidenza.

L'organismo si avvale di appositi rapporti per garantire che l’esecuzione e i risultati della valutazione siano documentati in modo chiaro e appropriato, e assume la decisione sulla certificazione unicamente in base alle informazioni raccolte nel corso del processo di certificazione. Coloro che prendono la decisione in merito alla certificazione non devono aver partecipato all'esame del candidato o alla sua formazione.

L’organismo di certificazione, oltre a definire un processo di sorveglianza proattiva per monitorare la conformità del professionista con le prescrizioni da applicare nel periodo di validità della certificazione, specifica anche i requisiti per il rinnovo della stessa, per garantire che la persona certificata continui a soddisfare nel tempo i requisiti in vigore.

Gli organismi accreditati per la certificazione del personale sono in costante aumento, così come i professionisti che vi ricorrono per qualificarsi sul mercato. In 10 anni dalla nascita di Accredia, gli accreditamenti sono passati da 14 a 58, e oltre 230.000 sono i professionisti certificati in circa 200 diversi settori di attività.

La manutenzione certificata

La “Manutenzione” è un processo al quale concorrono numerose funzioni aziendali: la produzione, gli acquisti, l'amministrazione, la gestione del personale, il controllo di gestione, l'Information Technology e la stessa Manutenzione. Per impostare un corretto processo di manutenzione occorrerebbe dare risposte alle seguenti domande:

  • Come può la manutenzione contribuire, riducendo o eliminando le situazioni che generano fermate per guasto e in generale le fermate non pianificate?
  • Quanto si possono ridurre le fermate manutentive, anche pianificate, garantendo comunque una disponibilità elevata dei mezzi di produzione?
  • Come dimensionare correttamente il magazzino ricambi, in coerenza con le politiche manutentive e a garanzia del livello di servizio necessario, al fine di minimizzare il capitale investito?
  • Come rendere maggiormente efficiente il processo di manutenzione, integrando produzione e manutenzione?
  • Come sviluppare l'organizzazione e le competenze per ottimizzare la produttività manutentiva?
  • Dove investire per massimizzare il ritorno?

Solo un adeguato sviluppo dell’“Ingegneria di Manutenzione” diventa quindi l'elemento che consente di indirizzare correttamente le scelte dell'azienda, relativamente a politiche manutentive, organizzazione, persone/competenze, tecnologie, strumenti, gestione dei materiali ecc.

Purtroppo molte aziende considerano la manutenzione quasi esclusivamente come un ”costo” e non come un ”investimento”, poiché probabilmente pensano che ”sia meno costoso” intervenire in caso di anomaila/guasto, senza effettuare una corretta e completa valutazione dei rischi che consideri i relativi oreri diretti e indiretti.

Un’efficace risposta a tutto questo è rappresentata dalla certificazione accreditata del personale di manutenzione in conformità alla norma UNI EN 15628:2014 “Manutenzione - Qualifica del personale di manutenzione”. La norma, riconosciuta in ambito europeo, costituisce una guida per definire le conoscenze, abilità e competenze richieste al personale di manutenzione e viene utilizzata dagli organismi accreditati per attestare la conformità dell’operatore ai requisiti previsti.

I requisiti a fronte dei quali viene valutato il personale di manutenzione sono sia competenze e conoscenze essenziali che qualifiche base e obiettivo, e sono raccomandati per ottenere una qualifica specifica e per assicurare la presenza di personale professionale altamente qualificato nelle diverse funzioni e/o mansioni della manutenzione.

Sono previsti tre profili professionali:

  • Tecnico specialista di manutenzione;
  • Supervisore di manutenzione e Ingegnere di manutenzione;
  • Responsabile della manutenzione (Responsabile della funzione o del servizio manutenzione).

Profili, quindi, al livello di ”Manager di Manutenzione”, le cui attività sfociano in un contesto operativo che si può sintetizzare nell”albero della manutenzione” (figura 1).

Naturalmente l’efficacia della manutenzione non può prescindere dell’efficienza che si richiede e che si raggiunge applicando il seguente circolo virtuoso in figura 2.

Nel database on line di Accredia delle figure professionali certificate sotto accreditamento (www.accredia.it/banche dati) a settembre 2019, sono registrati venti professionisti certificati da due organismi accreditati, in possesso di un certificato valido rilaciato in conformità alla norma UNI EN 15628:2014.

 

Luigi Giglioni, Ispettore Accredia

Pubblicato il Novembre 11, 2019 - (43 views)
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