L’evoluzione futura delle problematiche tecniche e scientifiche della rivista

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Riflessioni per il prossimo futuro di Manutenzione T&M

L’evoluzione futura delle problematiche tecniche e scientifiche della rivista
L’evoluzione futura delle problematiche tecniche e scientifiche della rivista

È il momento di fare una riflessione sul futuro delle tematiche della rivista, dopo le “riflessioni alla fine di un ciclo triennale”, titolo del più recente editoriale.

Per questo scopo, parto dalla presentazione da me tenuta al recente Congresso A.I.MAN. nella veste di direttore. In questo contesto, come premessa, da un lato ho portato la mia prospettiva accademica (e da ingegnere industriale), sottolineando alcune (e non tutte le) sfide e opportunità che possono riguardare il Futuro della Manutenzione; dall’altro, ho mostrato le evidenze in merito alle pubblicazioni della rivista nel ciclo triennale appena concluso. Parto da queste ultime.

Stante il piano editoriale di 11 numeri pubblicati all’anno, è utile ricordare:

i 34 numeri pubblicati, con 139 articoli per il focus Verticale (sulle tematiche definite per il mese); i 30 numeri pubblicati, con 30  articoli per il focus Orizzontale (sulle macro- aree tematiche della rivista)1;

i 4 articoli (vale a dire, 1 editoriale, a cura dell’esperto del focus, e 3 articoli di altri autori) mediamente pubblicati per numero nel focus Verticale; 1 articolo mediamente pubblicato per numero nel Focus Orizzontale; i 31 editoriali del sottoscritto come direttore (ndr: questo è il trentaduesimo).

Ciò detto, come risultato di una ri-classificazione dei contenuti pubblicati presento un diagramma di Pareto per ciascun focus, al fine di rimarcare le tematiche del triennio.

Le tematiche più gettonate nel periodo in considerazione riguardano i pilastri “classici” dell’ingegneria e delle tecnologie.

È cresciuta la presenza di contributi su tematiche quali la Gestione basata sul rischio e la Gestione degli asset (integrity, ciclo di vita …) e, in secondo luogo, i servizi a supporto dell’Operations & Maintenance.

Sono stati offerti focus tematici su settori specifici di business: costruito/civile, infrastrutture, trasporti.

D’altronde, guardando a sfide e opportunità influenti per il Futuro della Manutenzione, pur con un distinguo necessario in dipendenza dei diversi settori degli impianti industriali e delle infrastrutture, potrei rimarcare le seguenti:

maggiori capacità di gestione degli asset in un sistema socio-tecnico complesso sono richieste per diverse motivazioni, tra cui l’invecchiamento della base istallata, l’assicurazione dei requisiti di prodotto/servizio, l’innovazione tecnologica, la competizione a livello globale, l’ambiente;

la Manutenzione deve sempre più essere integrata nel processo decisionale per la generazione di valore per l’organizzazione aziendale; ciò richiede di allineare strategie e modello operativo della Gestione degli asset industriali (dall’inizio al fine vita) e della Gestione della Manutenzione;

tecniche e metodi, capitale di conoscenza dell’ingegneria di affidabilità e manutenzione a disposizione da approcci consolidati come Reliability Centered Maintenance (RCM) e Total Productive Maintenance (TPM), continuano ad essere fondamentali per sviluppare una capacità ingegneristica di supporto alla gestione del ciclo di vita dell’asset;

lo sviluppo e il consolidamento di tecniche e metodi di Prognostics and Health Management (PHM) permettono di potenziare i concetti e gli strumenti di manutenzione con un corpus di conoscenze utile per una maggiore capacità ingegneristica di valutazione dell’affidabilità di un asset nelle attuali condizioni, con l’obiettivo di mitigare i rischi di sistema, e la promessa di una serie di benefici di lungo termine come supporto alla gestione del ciclo di vita dell’asset.

Penso quindi che la rivista possa seguire l’evoluzione scientifica e tecnica prospettata, facendo leva su alcune priorità come: potenziare la teoria e la pratica a base ingegneristica e tecnologica con nuove conoscenze (Prognostics & Health Management come area ad alto potenziale);

sviluppare il ruolo della Manutenzione per la sostenibilità, con particolare attenzione all’evoluzione dei concetti di Economia Circolare (Circular Economy), e alle conseguenti opportunità per il business e, naturalmente, per l’ambiente;

potenziare la teoria e la pratica delle strategie e dei modelli operativi per la servitizzazione dei prodotti / asset, con enfasi sul ruolo dei servizi per il ciclo di vita;

sviluppare la gestione del rischio nel quadro del ciclo di vita dell’asset, rafforzando alcune tematiche già in discussione (es. Asset integrity) e migliorando altre tematiche non ancora consolidate e/o pienamente affrontate (es. relazione tra Prognosi e rischio).

Sono riflessioni che faccio prima di tutto per stimolare il lettore a contributi innovativi nelle aree indicate, poi per immaginare alcune azioni che, per il breve termine, discuterò in sede di direzione e, infine, soprattutto, per dare qualche spunto, sperabilmente utile, alla futura direzione della rivista.

Note
1 I numeri con focus orizzontale hanno avuto avvio dal numero di Gennaio 2017.

Pubblicato il Ottobre 10, 2019 - (8 views)
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