Manutenzione ed economia circolare nell’industria del legno

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Intervista esclusiva a Luca G. Rota, Responsabile Servizi Tecnici Stabilimento Mortara, Gruppo Saviola

Luca G. Rota, Responsabile Servizi Tecnici Stabilimento Mortara de Gruppo Saviola, mostra la targa relativa alla Menzione di Merito del 1° “Italian Maintenance Manager Award”
Luca G. Rota, Responsabile Servizi Tecnici Stabilimento Mortara de Gruppo Saviola, mostra la targa relativa alla Menzione di Merito del 1° “Italian Maintenance Manager Award”
Il Gruppo Saviola rappresenta la più grande azienda italiana nel settore dell’economia circolare del legno. A Mortara è presente una unità produttiva che realizza pannelli ecologici in legno partendo da materiale di riciclo
Il Gruppo Saviola rappresenta la più grande azienda italiana nel settore dell’economia circolare del legno. A Mortara è presente una unità produttiva che realizza pannelli ecologici in legno partendo da materiale di riciclo
Il Gruppo è stato precursore per quanto riguarda il processo produttivo basato sull’economia circolare nel settore del legno già dalla fine degli anni Ottanta, e i risultati ottenuti in termini di business avvalorano la bontà di questa scelta
Il Gruppo è stato precursore per quanto riguarda il processo produttivo basato sull’economia circolare nel settore del legno già dalla fine degli anni Ottanta, e i risultati ottenuti in termini di business avvalorano la bontà di questa scelta
Ing. Rota, può introdurre ai nostri lettori la realtà del Gruppo Saviola? E di cosa si occupa lo stabilimento di Mortara dove lei opera?

Gruppo Saviola è una realtà importante che opera nel settore dell’economia circolare del legno, si tratta della più grande azienda italiana in questo settore. Il business di Saviola si sviluppa sia su territorio nazionale che su territorio internazionale, fanno parte della Holding 14 aziende distribuite tra Italia, Belgio, Argentina e recentemente anche Germania. Gruppo Saviola significa “circolarità” poiché i prodotti vengono realizzati partendo da materia prima (base legno post consumo) riciclata al 100%. 
A Mortara è presente una unità produttiva che realizza pannelli ecologici in legno partendo da materiale di riciclo. Il business principale è la commercializzazione di pannelli in legno rivestiti (i così detti “nobilitati” o “laminati”), in questo business Saviola vanta una gamma di prodotti eccellenti di design e molto diversificata.

Qual è invece il suo ruolo nello specifico e quali le sue responsabilità? Da quanto tempo svolge questo incarico? 

Attualmente ricopro il ruolo di Responsabile Servizi Tecnici dello Stabilimento di Mortara che comporta la gestione e il coordinamento della manutenzione, dell’ufficio tecnico e relativa parte d’ingegneria. Le funzioni di cui ho la responsabilità, con obiettivi diversificati, hanno al centro la vita utile degli Asset aziendali, la relativa disponibilità e performance, coprendo sia il mantenimento che lo sviluppo degli stessi.
Andiamo a coprire all’interno dello Stabilimento tutte le politiche di manutenzione: dalla correttiva (a guasto) con relativa gestione di schede guasto e database dei guasti, alla preventiva basata sulla FMEA, al Condition Monitoring e predittiva fortemente presente sulla parte di stabilimento ove viene lavorato il legno da recupero, all’ingegneria di manutenzione volta al miglioramento impiantistico e a supporto dell’analisi dei KPI’s di Manutenzione. 
La creazione di specifiche tecniche e il coordinamento di installazioni di nuovi impianti, nuove parti di impianto su Asset preesistenti, prendono piede per lo più nella parte di ufficio tecnico e ingegneria e sempre fortemente allineata alla direzione acquisti centrale. 
Per chiudere, ma non meno importanti, la gestione diretta di CAPEX e OPEX per le funzioni sopra elencate.


Grazie all’importanza dei suoi progetti e alla sua esperienza in ambito manutentivo in diverse realtà industriali lei è stato recentemente insignito da A.I.MAN. della Menzione di Merito al 1° “Maintenance Manager Award”. Cosa significa per lei questo riconoscimento? Quali le sue sensazioni? 

Sono anni che “vivo” la manutenzione direttamente, sia in contesti produttivi importati sia in contesti accademici di alto livello. Fare manutenzione vuol dire affrontare sempre nuove sfide quotidiane con tempistiche sempre più strette, obiettivi sempre più accattivanti e tecnologie sempre più articolate e complicate; per tutti i motivi precedentemente elencati questa Menzione di Merito, riconosciutami in un contesto così ampio quale l’Italia, ha un valore estremamente significativo e di grande valore personale e professionale.

Come è strutturato il team di manutenzione nello stabilimento di Mortara? Quante persone ne fanno parte quali sono le competenze principali dei vostri manutentori? La loro formazione è eseguita con personale interno o vi affidate a ditte esterne?

All’interno dello Stabilimento abbiamo circa 32 persone in manutenzione; la primaria divisione è quella standard, basata sulle classiche competenze elettriche e meccaniche, anche se stiamo introducendo un approccio per processi soprattutto per la parte d’ingegneria di manutenzione.
Per tipologia d’impianto, e quindi la relativa scia di operazioni che richiede, il personale elettrico è tutto interno con utilizzo di personale esterno solo occasionalmente. Per quanto riguarda la parte meccanica la situazione è decisamente più complessa: abbiamo personale interno ed esterno quotidianamente presente. Il personale interno viene per lo più utilizzato per il coordinamento / supervisione lavori mentre l’esterno, adeguatamente coordinato, per la parte di esecuzione.

Quali sono le principali problematiche manutentive con le quali vi confrontate? E quali strategie applicate per affrontarle al meglio? Avete implementato tecnologie di tipo 4.0 o state pensando di implementarle? 

Attualmente è in corso uno studio sull’organizzazione della manutenzione nel suo complesso volta ad efficientare e rendere più “lean” la struttura stessa. Ci aspettiamo, ridefinendo al meglio “chi fa e che cosa” associato alla spinta verso il metodo, alla manutenzione preventiva e all’analisi dei singoli guasti associata al metodo “5 WHY” di recuperare velocemente alti livelli affidabilistici con conseguente mantenimento del tasso di guasto degli impianti costante. Sappiamo altresì che l’introduzione di metodo e metodologie avanzate di manutenzione rappresentano un percorso inizialmente in salita, ma una volta che tutto sarà culturalmente diffuso, saranno la chiave di volta al cambiamento. 
L’industria 4.0 è un’opportunità che stiamo cercando di percorrere al meglio; progetti di predizione dei guasti a fronte di algoritmi predefiniti sono in fase di analisi e studio con nostri fornitori, sistemi di supervisione avanzata che possano rendere, a colpo d’occhio, lo stato di funzionamento degli Asset con i relativi principali indicatori di performance degli impianti sono già in essere così come sistemi di controllo della qualità avanzati basati sull’autoapprendimento e riconoscimento incrementale dei difetti.

Il Gruppo Saviola si definisce una Eco-Ethical Company, ed è tra i precursori del concetto di sostenibilità e di economia circolare. Ce ne può parlare? Quali vantaggi, ambientali ed economici, ha comportato quest’approccio per l’azienda?

Il Gruppo è stato precursore per quanto riguarda il processo produttivo basato sull’economia circolare nel settore del legno già dalla fine degli anni Ottanta grazie all’intuizione del suo fondatore che attraverso un’idea rivoluzionaria e inaspettata per l’epoca è stato di fatto l’inventore dell’utilizzo al 100% di legno post consumo nella realizzazione del pannello ecologico. Il pay off dell’azienda è The Eco-Ethical Company proprio a sottolineare questa sensibilità ante litteram, ovvero prima che la sostenibilità diventasse un trend. Oggi i risultati sono evidenti e stanno a sottolineare come economia ed ecologia non siano in contraddizione. L’approccio etico e sostenibile dell’azienda è motivo di attrattività anche per i collaboratori che sono parte di questa visione attuale di sostenibilità come ben evidenziato nei contenuti raccolti dal primo Bilancio di Sostenibilità del Gruppo Saviola pubblicato nel dicembre 2020.

Vista la sua esperienza con diverse realtà industriali, quanto ritiene sia diffusa oggi in Italia la cultura della manutenzione industriale? Cosa è stato fatto di buono e cosa ancora si può fare invece per contribuire a far sì che la manutenzione torni a essere percepita come un investimento e non più come un costo per le aziende?

Premetto che guardando il sistema Europa si sono fatti passi da gigante introducendo la Norma Europea UNI EN 15628:2014 inerente la qualifica del personale di manutenzione. Arrivando all’ Italia è evidente che si stia costruendo a livello Accademico un percorso orientato ad accrescere la cultura di manutenzione con Master specialistici nelle nostre Università più importanti. La rete accademica è in forte espansione e le interazioni dei vari atenei sono solide e importati. 
A livello industriale la cultura di manutenzione si sta diffondendo, anche se con tempi migliorabili, con notevole importanza e impatto; l’introduzione di KPI’s dedicati, il controllo puntuale dei livelli disponibilità impianti e dell’impatto che le varie politiche di manutenzione hanno sul relativo trend, lo sviluppo dell’Ingegneria di manutenzione con spinta verso il miglioramento continuo, l’introduzione di nuove tecnologie sempre più connesse e digitalizzate stanno dimostrando che, associati ad un accurato controllo dei costi, è possibile considerare la manutenzione come processo perfettamente integrato nel sistema Azienda e quindi di fondamentale importanza per il raggiungimento degli obiettivi di Business.

Alessandro Ariu
a.ariu@tim-europe.com

 

Pubblicato il Marzo 9, 2021 - (251 views)
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