Le competenze del manager di manutenzione per la gestione della energia

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Intervista a Michele Santovito, Presidente di ASSOEGE-Associazione Esperti Gestione Energia

Michele Santovito, Presidente di ASSOEGE-Associazione Esperti Gestione Energia
Michele Santovito, Presidente di ASSOEGE-Associazione Esperti Gestione Energia

Tra Manutenzione e Gestione Energia si va realizzando da tempo un “matrimonio di interessi” che sta portando a importanti vantaggi reciproci; diventa quindi opportuno approfondire quelle che sono le attività di ruolo specifiche dell’Energy Manager per valutare quali tra le sue competenze, possano essere attribuibili anche al Manager di Manutenzione. 
Ne parliamo con Michele Santovito, Presidente di ASSOEGE-Associazione Esperti Gestione Energia, associazione professionale ex Legge 4/13 in elenco presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Francesco Gittarelli, membro del Consiglio Direttivo A.I.MAN.

 

La  Legge 10/91 prevede che l’Energy Manager individui le azioni, le procedure e tutto quanto  occorre per promuovere l’uso razionale dell’energia, e che  prepari i  bilanci energetici in funzione  dei parametri economici e dei dati energetici. Ma quali sono le competenze specifiche che l’Energy Manager deve possedere?

Dal 1991 anno in cui è stata pubblicata la legge 10 l’evoluzione nella gestione dell’energia negli usi finali è cambiata moltissimo. Le ragioni che avevano dato origine all’introduzione per legge del responsabile per l’uso razionale dell’energia o Energy Manager erano soprattutto legate ai rischi di riduzione dell’approvvigionamento delle fonti energetiche, principalmente legate al petrolio.
A distanza di molti anni e a partire dai primi anni 2000 la situazione è mutuata, con una sempre più grande attenzione verso l’uso razionale dell’energia come pilastro della sostenibilità ambientale; questo ha portato ad un rafforzamento della figura dell’Energy Manager quale soggetto dell’organizzazione che si occupa di portare i risultati di incremento dell’efficienza energetica.

La diretta conseguenza di questo cambiamento ha influenzato in maniera importante (e positiva) le competenze dell’Energy Manager, il quale inizialmente veniva considerato al pari di un contabile dei consumi energetici, non a caso molte persone nominate avevano competenze di tipo economico e finanziario ed il loro principale compito era rivolto all’acquisto dell’energia. Ora i requisiti richiesti per chi ricopre questo ruolo sono di tipo multidisciplinare e spaziano dal tecnico, all’economico e finanziario, al manageriale. Inoltre, tenuto conto che quello dell’Energy Manager è un ruolo attribuito dall’organizzazione, sarebbe preferibile che la persona nominata ricopra un ruolo manageriale con potere di decisionale e che riporti direttamente all’alta direzione. Quest’ultima indicazione conduce ad un soggetto che abbia esperienza e competenza in grado di sostenere al meglio l’incarico affidatogli.

Tra le competenze che descrivono le attività di ruolo dell’Energy Manager, alcune le troviamo anche tra quelle proprie del Manager di Manutenzione, per esempio la gestione degli audit energetici per la ricerca degli sprechi energetici e la definizione delle aree dove è possibile fare attività di saving. Quali altre attività sono già, o possono diventare, competenze del Manager di Manutenzione? 

Richiamando quanto detto in precedenza, il Manager di Manutenzione, da intendersi soprattutto come figura di alto livello generalmente presente nelle grandi aziende con strutture organizzative complesse, può ambire senza grosse difficoltà a ricoprire il ruolo di Energy Manager date le competenze tecnico, gestionali ed economiche che caratterizzano il ruolo del Manager della Manutenzione; inoltre chi ha la responsabilità, sia degli impianti che degli edifici, può contare sulla profonda conoscenza di aree che nella maggior parte dei casi risultano tra quelle con i consumi energetici più significativi.  

Detto ciò, è importante ricordare la legge 10/91 non richiedere specifiche (e quindi vincolanti per legge) competenze all’Energy Manager e quindi la scelta della persona che ricoprirà quel ruolo sarà a totale discrezione dell’alta direzione. Siccome oggigiorno questa figura sta assumendo un ruolo sempre più importante all’interno delle organizzazioni, grazie agli obiettivi sfidanti che le aziende hanno in termini di sostenibilità, di competitività e di riduzione dei costi energetici, il valore delle competenze risulta essere il principale criterio di scelta della “persona giusta”. Inoltre la grande diffusione dei sistemi di gestione ambientali ed energetici ha portato ad una ulteriore sensibilizzazione nel costituire team multidisciplinari, con la presenza di più soggetti con competenze specifiche verticali che necessitano di un coordinamento in grado di far lavorare il team in maniera efficace ed unendo gli aspetti più operativi con quelli strategici e decisionali; quest’ultimo elemento rappresenta l’ultima frontiera dell’evoluzione del ruolo dell’Energy Manager.

Tra le nuove competenze dell’Energy Manager troviamo quelle che vanno creandosi all’interno dell’Industria 4.0, competenze che prevedono la conoscenza e l’uso di strumenti sofisticati come il BIM (Building Information Model), e le Tecnologie Digitali. Sarà quindi possibile utilizzare una quantità elevata di dati per monitorare i consumi energetici e predire le condizioni di funzionamento ideale dei sistemi. In che modo il dialogo tra Manutenzione e Gestione Energia diventa occasione di miglioramento continuo? 

Rimanere al passo con i tempi, seguendo l’evoluzione tecnologica di prodotti e servizi ma anche l’evoluzione normativa che, nel nostro mondo, è direttamente connessa a strumenti di incentivazione economica, rappresenta un elemento fondamentale. Non a caso negli ultimi anni, spinti da obiettivi sempre più sfidanti concordati a livello internazionale, molte sono le opportunità che gli utenti finali possono sfruttare al fine di garantire il continuo miglioramento della propria organizzazione. Riuscire ad intercettare queste opportunità, facendosi trovare pronti rappresenta uno dei punti di forza a cui deve puntare un buon Manager e senza correre il rischio di affrontare questi temi in maniera passiva, delegando in toto l’attività a soggetti esterni. Per quanto riguarda gli aspetti tecnologici, i l percorso evolutivo di queste nuove tecnologie ha, da tempo, abbandonato un trend di crescita lineare per diventare esponenziale mettendo a dura prova la capacità di riuscire a stare dietro a tutte le novità che il mercato propone. L’Industria 4.0 ne è un esempio, come lo sono in maniera direttamente correlata, i sistemi di Business Intelligence, l’IoT, il BIM, il Data Science, le manutenzioni predittive e tutto ciò che verrà fuori nel prossimo futuro. Ancora una volta l’insieme delle competenze acquisite e le sinergie tra professionalità rappresentano la base su cui poter svolgere la propria professione in qualità di esperto. 

Quali sono le condizioni per cui un Manager di Manutenzione può ricevere la nomina di Energy Manager? 

Formalmente per la legge 10/91 la nomina dell’Energy Manager può essere assunta da un soggetto, interno o esterno all’organizzazione, in possesso preferibilmente “un bagaglio di conoscenze acquisibili mediante laurea in ingegneria, pluriennale attività tecnica professionale successiva alla laurea nel settore in cui l’Organizzazione opera”. Altri vincoli non ce ne sono, per cui la scelta finale spetterà all’alta direzione e si baserà principalmente sulla sensibilità e sull’importanza che il tema energia riveste all’interno dell’organizzazione. Molto spesso succede che il datore di lavoro non sappia di questa possibilità ed in questo caso toccherà al diretto interessato, che vorrebbe farsi nominare, sottoporre la propria candidatura. L’onere previsto da parte dell’organizzazione è minimo, soprattutto se i consumi energetici sono già presidiati. Si ricorda inoltre che l’obbligo di legge per la nomina, vale se i consumi annuali sono superiori ai 10.000 tep nel settore industriale e ai 1.000 tep nel settore terziario e nella PA, ma è possibile procedere con la nomina volontaria per le realtà che hanno consumi inferiori previsti dalla legge.

Quali sono i benefici che può trarre un Manager di Manutenzione certificato “Esperto Gestione Energia”? 

In generale il beneficio che può dare la certificazione delle competenze è lo stesso di quello che un’impresa può avere nel certificare i propri sistemi di qualità, ambientali, di sicurezza ovvero far dichiarare ad un soggetto terzo accreditato il possesso dei requisiti previsti da una norma tecnica pubblicata. In questo modo il mercato, inteso come clienti (interni ed esterni), fornitori, partner, istituzioni hanno una garanzia sulla qualità delle competenze possedute dalla persona certificata. In parole povere, la certificazione può rappresentare un biglietto da visita, verso soggetti che non ci conoscono, ma anche un lasciapassare per quelle attività in cui ci sono richieste delle specifiche competenze in materia, come nel caso delle diagnosi energetiche obbligatorie previste dal D.Lgs. 102/14. Negli ultimi anni la certificazione delle competenze ha raccolto sempre maggior interesse allargandone il numero di professioni, infatti oltre all’Esperto Gestione Energia ci si può certificare come Project Manager, BIM Manager, Utility Manager. Come specificato in precedenza la certificazione non è vincolante per la nomina di Energy Manager anche se aiuterebbe a validare la propria diretta competenza in materia. Una valida alternativa è la responsabilità di un team al cui interno sono presenti professionalità certificate utili all’organizzazione. In entrambi i casi il Manager di Manutenzione può assolvere all’incarico senza grosse difficoltà.

Si sta sempre più consolidando una combinazione tra “economia circolare” ed efficienza energetica. Quali sono i presupposti organizzativi e gestionali che rendono efficace questo approccio, ed in che modo il Manager di Manutenzione può diventare protagonista della “green economy”?

Economia circolare, green economy, transizione ecologica negli ultimi anni sono diventati “trend topics” a tutti i livelli: cittadini, mercato, imprese, politica. Tutti sono orientati a fare qualcosa di positivo a favore dell’ambiente, nonostante rimangano ancora grosse difficoltà nel riuscire ad abbandonare vecchie e radicate abitudini. Inutile dire che per quanto possano esserci ancora delle resistenze soprattutto da parte di chi ha maggiori interessi economici nel mantenere lo status quo, il processo che condurrà verso una società più sostenibile si è attivato e diventerà sempre più rilevante. Sicuramente possiamo dire che si tratta di un processo irreversibile. In questo quadro tutti i professionisti del settore dovranno adeguarsi per partecipare alle sfide future, pronti a dare il proprio contributo. Come spesso accade riuscire a mantenere un profilo di competenze in linea con le trasformazioni in atto (e questo vale anche per il Manager di Manutenzione) permette ad ognuno di noi di non andare fuori mercato, superati dalla concorrenza che invece si è adeguata al cambiamento. Dato il tema, la cosa che rende tutto molto più stimolante è la soddisfazione di aver contribuito in maniera attiva a lasciare un mondo migliore alle generazioni che verranno.

Francesco Gittarelli, membro del Consiglio Direttivo A.I.MAN.

 

ESTRATTO DALLA NORMA UNI CEI 11339:2009

L’EGE è la figura professionale che gestisce l’uso dell’energia in modo efficiente coniugando conoscenze nel campo energetico (ivi comprese le ricadute ambientali dell’uso dell’energia) con competenze gestionali, economico-finanziarie e di comunicazione, mantenendosi continuamente e costantemente aggiornata sull’evoluzione delle tecnologie, delle metodologie e della normativa energetico-ambientale.
In tal modo, l’EGE si pone l’obbiettivo di migliorare il livello di efficienza energetica e/o di ridurre i consumi di energia primaria e le emissioni di gas clima-alteranti legate all’utilizzo dell’energia, di incrementare in qualità e/o in quantità i servizi forniti comunque attinenti all’uso razionale dell’energia.
 

Pubblicato il Marzo 9, 2021 - (14 views)
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