PNRR, per investire nello sviluppo delle competenze

Tre le parole chiave: digitalizzazione, transizione ecologica, inclusione sociale. Intanto, l’Europa ci chiede di riqualificare e migliorare le competenze (Reskill & Upskill)

  • Marzo 20, 2023
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  • Il PNRR è un programma di riforme che consente di attingere alle risorse economiche della Next Generation EU con un importo di oltre 190 miliardi da impiegare nel periodo 2021-2026
    Il PNRR è un programma di riforme che consente di attingere alle risorse economiche della Next Generation EU con un importo di oltre 190 miliardi da impiegare nel periodo 2021-2026

La rubrica ‘Job & Skills di Manutenzione’, nata per contribuire alla diffusione della conoscenza della Manutenzione e ottenuta attraverso le testimonianze sulla crescita e sviluppo delle competenze professionali di chi opera nel settore, si ripropone da sempre di fornire anche le informazioni e la diffusione di tutte quelle opportunità, tecniche, gestionali ed economiche che il Mercato offre, o che, nel caso di finanziamenti per la formazione, lo Stato o le Amministrazioni rendono possibile. Sempre con un occhio all’ Europa. Europa oggi significa PNRR.

Cerchiamo pertanto di conoscere di più questo strumento dalle enormi potenzialità economiche, per vedere come, e se, sono possibili ricadute anche per il settore Manutenzione.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) contribuisce all’eliminazione delle storture della economia italiana, con un programma di sviluppo che tiene conto delle aspettative delle generazioni presenti e di quelle future. Tra queste, emerge la esigenza di competenze professionali adatte alla sfida della Transizione Digitale.

Il Piano contribuisce ai programmi di punta europei (European Flagships) tra i quali citiamo:

  1. utilizzare più energia pulita (Power up);
  2. rinnovare (Renovate);
  3. riqualificare e migliorare le competenze (Reskill and upskill).

Il PNRR è un programma di riforme che consente di attingere alle risorse economiche della Next Generation EU con un importo di oltre 190 miliardi da impiegare nel periodo 2021-2026.

Il Piano presenta tre Macro-Obiettivi:

  1. Contribuire ad affrontare, e vincere, le debolezze strutturali dell’economia italiana,
  2. Riparare i danni economici e sociali creati della crisi pandemica
  3. Raggiungere una maggiore sostenibilità ambientale

Questi Macro-Obiettivi sono necessari per superare quegli ostacoli, tipici della economia italiana, che si frappongono in un percorso di crescita del Mercato, quali per esempio:

  • una stagnazione perdurante dell’innalzamento della capacità produttiva delle imprese;
  • una rimarcata separazione territoriale ed economica tra Nord e Sud di Italia;
  • una scarsa partecipazione femminile al mercato del lavoro;
  • un ampio gap tra offerta competenze  e richiesta competenze.

Per favorire una profonda riforma strutturale, Il PNRR contiene un documento dove sono elencate sei aree prioritarie di intervento chiamate Missioni

  • Missione 1: Transizione Digitale
  • Missione 2: Transizione verde
  • Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile
  • Missione 4: Istruzione e ricerca
  • Missione 5: Inclusione e coesione
  • Missione 6: Salute

Per ogni singola Missione, le Amministrazioni devono rispettare i principi trasversali che le governano:

  • la digitalizzazione,
  • il rispetto dell’ambiente,
  • il Principio DNSH (Do No Significant Harm ) per assicurare che gli interventi previsti dal PNRR non arrechino nessun danno significativo all’ambiente,
  • le opportunità per i giovani,
  • l’equità di genere,
  • divari territoriali.

Per definire più nel dettaglio le specifiche aree di intervento, ciascuna Missione si divide, a sua volta, in sottocategorie, chiamate Componenti.

Con il Codice M1C1 intendiamo pertanto un progetto relativo alla Missione 1, ‘Transizione Digitale’, e Componente 1 (digitalizzazione), mentre M1C2 indica un progetto della Missione 1, Componente 2 (innovazione e competitività)

Con M4C2 intendiamo la Missione 4, ‘Istruzione e ricerca’, e Componente C2 (dalla ricerca alla impresa) anche attraverso la partecipazione alle grandi iniziative Europeee IPCEI (Importanti Progetti di interesse Comune Europeo)

Con M5C1 indichiamo la Missione 5, ‘Inclusione e coesione’ e la Componente C1 (Politiche del lavoro) sviluppate attraverso la Formazione e l’adozione del Piano Nazionale Nuove Competenze.

Modalità di attuazione: incentivi alle imprese

Nel PNRR del 2023 sono disponibili 24 miliardi di euro (di cui circa 16 miliardi del primo semestre).

Le scadenze indicate nel PNRR sono di due tipi:

  1. target (obiettivi) valutati con indicatori quantitativi (per esempio: il numero di imprese coinvolte),
  2. milestone (traguardi) valutati con indicatori qualitativi (per esempio: l’approvazione di atti normativi o amministrativi)

I finanziamenti  sono concessi  attraverso:

  • la presentazione di progetti sulla base di avvisi pubblici promossi dalle Amministrazioni centrali
  • la presentazione di singole richieste a fronte del rispetto delle condizioni e requisiti di ammissibilità

Cosa sono gli  IPCEI (Importanti Progetti di interesse Comune Europeo)

Il Fondo IPCEI è pensato come un’agevolazione finanziaria per lo sviluppo di progetti di grande interesse europeo, per natura, sono quindi progetti che vedono in campo Istituzioni, Centri Ricerca, Università e Imprese di due o più Stati.

I progetti IPCEI consentono l’incontro di conoscenze e competenze, favorito dalla presenza di Centri di Ricerca e risorse finanziarie messe a disposizione dalle amministrazioni, per raggiungere obiettivi di innovazione e di incremento della capacità tecnologica e produttiva delle Imprese Italiane e della Unione Europea.

La procedura di ammissione prevede, da parte dell’Amministrazione competente, una prima valutazione del progetto di costituzione della IPCEI (analisi dei contenuti dell’iniziativa e della presenza qualificata dei partner partecipanti al progetto). Il passaggio successivo sarà la notifica alla Commissione Europea.

Caratteristiche dei progetti IPCEI

  1. Il progetto deve contribuire agli obiettivi dell’Unione Europea, per esempio la strategia europea in materia di sicurezza energetica, la digitalizzazione per l’Europa, le reti transeuropee dei trasporti e dell’energia.
  2. Il progetto deve normalmente coinvolgere più di uno Stato Membro.
  3. I miglioramenti creati dal progetto devono avere una ricaduta positiva su tutta l’economia europea, e non limitarsi a dare vantaggi ai soli partner del progetto.
  4. Il progetto deve comportare il cofinanziamento da parte del beneficiari.

Spese ammesse al contributo:

  • avanprogetto e studi di fattibilità;
  • materiali, strumenti e attrezzature necessarie per lo sviluppo del progetto;
  • acquisto/noleggio di fabbricati e infrastrutture
  • spese amministrative e generali;
  • spese in conto capitale.

Il PNRR e la formazione per lo sviluppo e adeguamento delle competenze

Sono due le principali agevolazioni attive volte a incentivare la formazione aziendale.

  1. Fondo nuove competenze

Lo strumento permette alle imprese di adeguare le competenze dei lavoratori, destinando parte dell’orario alla formazione. Esso si fa dunque carico del costo del lavoratore per le ore dedicate alle attività formative.

  1. Credito d’imposta Formazione 4.0

Formazione 4.0 è finanziato con i fondi della missione 1 del PNRR, che premia gli sforzi compiuti dalle imprese nella formazione del personale. Il bando prevede un credito d’imposta fino al 50% sugli investimenti in formazione del personale.

(Continua nei prossimi numeri della Rubrica)

Francesco Gittarelli
Coordinatore sezione Manutenzione & Formazione, A.I.MAN.