Questo matrimonio s’ha da fare

(storia di un matrimonio annunciato)

  • Novembre 18, 2022
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    Questo matrimonio s’ha da fare

Leggendo il titolo dell’articolo forse qualcuno penserà di aver sbagliato rivista, ma non è così, oggi in una rivista che tratta di manutenzione combinerò un matrimonio, come i sensali di tanti anni fa. Un matrimonio a prima vista impossibile, tra due persone tanto diverse e tanto distanti tra loro, ma un’unione utile per garantire un futuro alle nostre aziende.

In tutte le aziende, dalla notte dei tempi, esistono due enti distinti e separati: uno è nato da oltre cento anni, ha avuto un’infanzia molto difficile, ha dovuto lavorare duro, si è sporcato le mani, ma alla fine ha trovato una sua collocazione e una sua dignità; l’altro è nato da qualche decennio ed è vissuto sempre in un ambiente molto ovattato e con il passare degli anni ha aumentato il suo peso politico nelle dinamiche aziendali.

Manutenzione e IT

Il primo è la manutenzione, il secondo è l’IT. Pensiamoci bene, sono due enti del tutto distinti e separati, con due responsabili diversi e divisi in tutti i sensi.

La manutenzione è nata da una costola della produzione, da questa ha preso un imprinting fortemente orientato al fluire delle linee che non possono fermarsi e un atteggiamento molto “blue collar”. l’IT, invece, nella maggior parte delle aziende, è nato come branca dell’amministrazione, allora si chiamava EDP – Elaborazione Dati e Paghe – e dall’amministrazione ha preso la precisione al limite della puntigliosità e un atteggiamento “white collar”.

Anche da un punto di vista logistico si nota questa differenza: la manutenzione è al piano terra, il piano in cui effettivamente si fa la produzione, e anche l’ufficio del responsabile della manutenzione è al piano terra, di solito in un angolo dell’officina o in un box di quelli in vetro e alluminio. L’IT invece è sempre nella palazzina uffici, dove si prendono le decisioni, in genere ai piani alti.

La manutenzione vive di telefonate con richieste di intervento immediate, l’IT si attiva soltanto dopo aver aperto un ticket.

Sono solo degli esempi, forse un po’ romanzati, per dimostrare quanto questi due enti siano distanti e a prima vista del tutto inconciliabili.

La manutenzione è tutta presa nella lotta quotidiana per far funzionare le macchine. L’IT, dall’altra parte, è sempre alla ricerca di nuove soluzioni tecniche e software da implementare.

Per molti anni questi due enti sono riusciti ad avere vita autonoma, le loro strade si sono incrociate pochissime volte e spesso con modi e maniere non del tutto urbani. La manutenzione riusciva a fare il suo lavoro senza aver bisogno dell’IT, per i computer a bordo macchina si chiamava l’assistenza diretta della casa madre e, per il pc in officina, c’era sempre qualcuno in grado di riavviarlo quando si impallava.

L’IT dal canto suo non aveva bisogno della manutenzione, se non per cambiare i neon esauriti in ufficio o la serratura di una porta.

Poi, con l’evolversi della tecnologia, i computer hanno iniziato ad essere collegati: è nata così la rete, e qui per la prima volta IT ha avuto bisogno della manutenzione per stendere i cavi, per allestire delle sale server e per gestire le proprie infrastrutture, e questo ha dato importanza e peso alla manutenzione.

Poi però è successo che anche le macchine e gli impianti hanno iniziato ad essere collegati in rete, fino ad arrivare all’industria 4.0, in cui tutto è connesso e interconnesso e tutte le informazioni e i comandi passano per la rete. E qui è stata la manutenzione che ha alzato bandiera bianca: si è trovata a cercare degli indirizzi IP ai quali non si può arrivare neanche con un buon navigatore o richiedere un Gateway o un Subnet Mask… Qui è stato necessario il supporto di IT, che si è riappropriato del ruolo e dell’importanza che gli competono.

Nonostante questo, però, IT e manutenzione hanno continuato le loro strade separate, vivendo ambenti diversi, rispondendo a responsabili diversi e stando ben distanti tra loro anche nelle cene aziendali.

Eppure, questi 2 enti si trovano sempre più di frequente a interagire e ad aver bisogno l’uno dell’altro per poter svolgere il proprio lavoro. Spesso si parlano tramite della videocall su teams o nella migliore delle ipotesi si incontrano in sala riunioni.

Non è così che dovrebbe funzionare.

E qui arriviamo al matrimonio tra manutenzione e IT.

Sono due enti che nelle nostre industrie devono lavorare fianco a fianco, parlarsi, condividere le reciproche conoscenze ed esperienze, non possono più essere separati.

È fondamentale che si ritrovino ad agire sotto uno stesso tetto a stretto contatto, fisicamente e metaforicamente, che rispondano a un solo responsabile, il quale coordina entrambe. In una situazione del genere i due enti potranno esprime al massimo le loro potenzialità e l’azienda risparmiare risorse.

Da un punto di vista pratico, a mio avviso, dovrebbero essere entrambi parti di un ufficio tecnico che comprenda oltre alla manutenzione e l’IT anche l’ingegneria di processo, i servizi generali e la gestione energetica, in modo tale di avere in un unico ente tutti i servizi tecnici e tecnologici dell’impianto.

E allora iniziamo ad organizzare questo matrimonio, sicuri che vivranno per sempre “felici e contenti”.

E per concludere...

EVVIVA GLI SPOSI!

 A cura di Pietro Marchetti, Coordinatore Regionale sezione Emilia-Romagna, A.I.MAN.

Rossana Saullo si laurea prima in Lettere Moderne presso l’Università della Calabria di Cosenza, successivamente consegue la laurea magistrale in Letteratura, Filologia e Linguistica Italiana presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2020 consegue il Master Professione Editoria Cartacea e Digitale presso l’Università Cattolica di Milano. Da settembre 2020 lavora in TIMGlobal Media.

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