SAFETYPLAYERS: La sicurezza si fa in squadra

Pietro Vassallo, Presidente della Nazionale Italiana Sicurezza sul lavoro, ci parla a 360° del progetto Safetyplayers, delle sue finalità e dei suoi obiettivi e di come sensibilizzare su in tema così delicato come la sicurezza sul lavoro

  • Giugno 20, 2022
  • 98 views
  • SAFETYPLAYERS: La sicurezza si fa in squadra
    SAFETYPLAYERS: La sicurezza si fa in squadra
  • SAFETYPLAYERS: La sicurezza si fa in squadra
    SAFETYPLAYERS: La sicurezza si fa in squadra
  • SAFETYPLAYERS: La sicurezza si fa in squadra
    SAFETYPLAYERS: La sicurezza si fa in squadra
  • SAFETYPLAYERS: La sicurezza si fa in squadra
    SAFETYPLAYERS: La sicurezza si fa in squadra

Safetyplayers – Nazionale Italiana Sicurezza sul Lavoro: com’è nato questo progetto e quali obiettivi si pone?

La Nazionale italiana Sicurezza sul Lavoro nasce per iniziativa di un gruppo di amici appassionati della vita, del proprio lavoro e di sport, attivi, a vario titolo, nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro che hanno deciso di mettere insieme queste grandi passioni per viverle in un’unica esperienza. Siamo un’associazione di promozione sociale che con i suoi eventi, soprattutto di carattere sportivo, e nello specifico calcistici, punta a sensibilizzare la società civile e, in particolare il mondo del lavoro, su tematiche prioritarie come la salute, la sicurezza e la sostenibilità. Facciamo, infatti, parte del Comitato Fair Play del CONI, le cui attività sono orientate alla promozione di tali ideali.

Comunque, siamo prima di ogni cosa una squadra di calcio, anzi, la prima squadra di calcio al mondo costruita attorno al fondamentale valore della “sicurezza sul lavoro”; e, per questo, ci definiscono un “primato mondiale” e un “orgoglio italiano”.

Siamo una squadra di calcio perché vogliamo portare nel mondo del lavoro la metafora dello sport dove il risultato, assimilabile al bene comune, può essere conseguito esclusivamente attraverso un gioco di squadra.

Non più Datori di lavoro contro Lavoratori o Istituzioni contro Imprenditori, ma tutti al fianco di tutti, perché il lavoro e la salute sono beni troppo preziosi per cui ciascuno deve sforzarsi, nell’ambito delle proprie possibilità, di tutelare. Per questa ragione il nostro motto è: “La sicurezza si fa in squadra!”.

Avete scelto di coniugare calcio e sicurezza sul lavoro, non un binomio semplice ma decisamente vincente. Non essendo un’associazione di settore, è stato difficile all’inizio affermarsi come organo che mira a promuovere ed educare la sicurezza sul lavoro?

Nessuna difficoltà. Probabilmente, all’inizio, un po' di fatica in più. Ma siamo cresciuti subito, sia nei numeri che nei risultati. Siamo infatti una squadra di volontari che mettono a disposizione il proprio tempo e le proprie risorse per la realizzazione delle attività sociali. E quando si hanno dei veri amici su cui contare, tutto diventa più semplice. La forza dello spirito sportivo, l’azzurro della maglia, l’attenzione rivolta al lavoro e in particolare al “lavoro sicuro”, la bontà delle nostre proposte e iniziative hanno contribuito in breve tempo a convogliare su questa nuova realtà l’interesse di molti.

In particolare, è arrivato non solo l’interesse degli addetti ai lavori (tecnici, responsabili aziendali, rappresentanti dei lavoratori, etc.), a cui la sicurezza sul lavoro tradizionalmente si è sempre rivolta, ma anche l’interesse delle istituzioni, della politica e dei cittadini comuni che solitamente assistono passivamente alle dinamiche che riguardano il mondo del lavoro.

Quello che spesso colpisce è la nostra trasversalità. Infatti, non rappresentiamo una categoria, ma un valore sostenuto da tutte le categorie del mondo del lavoro e che ritroviamo rappresentate nella nostra squadra (lavoratori, datori di lavoro, responsabili per la sicurezza, formatori, tecnici, ispettori del lavoro, rappresentati delle istituzioni).

Quali sono le vostre attività mirate alla formazione sulla sicurezza sul lavoro?

Come associazione di promozione sociale, non eroghiamo corsi di formazione. Questo lo lasciamo fare agli enti preposti a tale funzione dalla vigente legislazione. Ma con le nostre proposte vogliamo sicuramente incidere sulle dinamiche e modalità formative dalla cui inadeguatezza spesso dipendono gli infortuni e gli incidenti. Nello specifico mi preme sottolineare che in una delle nostre “partite” giocate in ambito istituzionale abbiamo portato a casa la vittoria, determinando la revisione del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro in materia di formazione, così da introdurre una formazione obbligatoria anche per il datore di lavoro, carenza che da tempo avevamo evidenziato. Ma soprattutto, come già precisato, ci muoviamo sul piano della sensibilizzazione. In particolare, ricordo che siamo anche una squadra di calcio perché vogliamo parlare di sicurezza in modo nuovo e positivo. Nei salotti si discute di sicurezza sul lavoro esclusivamente quando assistiamo a un tragico infortunio mortale e, dunque, quando ormai è troppo tardi. La sicurezza sul lavoro, invece, è soprattutto “prevenzione” e se ne dovrebbe parlare sempre.  Nello specifico proviamo quindi a trattare la materia in termini positivi attraverso lo sport e il campo da gioco, e non più solo negativamente ponendo l’accento sulle tragedie, perché la sicurezza sul lavoro possa diventare veramente qualcosa a cui appassionarsi e non un mero atto burocratico da subire.

Quanto è difficile sensibilizzare i giovani su un tema così sempre attuale, purtroppo, come gli incidenti sul lavoro?

I giovani sono i lavoratori del domani, quindi se veramente vogliamo invertite la tendenza dobbiamo necessariamente investire su di loro. La prevenzione si realizza soprattutto creando una cultura per la sicurezza e la sostenibilità. Queste tematiche devono essere affrontate a partire dai banchi di scuola in modo più strutturale. Da questo punto di vista qualche passo in avanti è stato compiuto con la reintroduzione dell’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado, ma ancora tanta strada c’è da fare. Per quanto ci riguarda, come al solito, non stiamo ad aspettare e ci siamo inventati il nostro school safety tour, andando a raccontare ai ragazzi delle superiori la nostra realtà e condividendo con loro la nostra esperienza, agendo molto sul lato emotivo per l’attività di sensibilizzazione. Vi assicuro che i nostri tour non lasciano indifferenti!

Cosa vi augurate per il futuro e quali progetti avete in cantiere come Nazionale Italiana Sicurezza sul Lavoro?

Sarebbe molto bello se un giorno riuscissimo ad avere tifosi della nostra squadra ovunque e fra tutte le età. Poter diventare “la squadra nel cuore”, come canta il nostro inno, sarebbe per noi la vittoria più grande. A questo lavoriamo. Intanto, nel prossimo futuro abbiamo la “Coppa del mondo del lavoro” che si disputerà a Roma nel mese di settembre di quest’anno e che si prevede possa essere un evento seguitissimo, anche perché avremo la copertura mediatica della RAI. A questo importante evento sportivo e sociale siamo tutti invitati a partecipare.

Rossana Saullo si laurea prima in Lettere Moderne presso l’Università della Calabria di Cosenza, successivamente consegue la laurea magistrale in Letteratura, Filologia e Linguistica Italiana presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2020 consegue il Master Professione Editoria Cartacea e Digitale presso l’Università Cattolica di Milano. Da settembre 2020 lavora in TIMGlobal Media.

More articles Contatto