Manutenzione come pilastro fondamentale nella gestione degli Asset

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Un nuovo percorso sulla “Maintenance in Evolution”

Manutenzione come pilastro fondamentale nella gestione degli Asset
Manutenzione come pilastro fondamentale nella gestione degli Asset

L’ultimo focus sul tema dell’Asset Management dello scorso aprile ha rimarcato una posizione culturale della rivista che richiama all’importanza del ruolo della manutenzione nella gestione degli asset. Bruno Sasso ha parlato di “maintenance in action” come elemento chiave che si affianca ad una “ingegneria tout court” che, con approccio sistemico a tutta la vita degli asset, serve alla progettazione, realizzazione e gestione degli asset stessi.

La manutenzione è un elemento chiave perché il ciclo operativo della maintenance in action è “un volano per la gestione non solo di informazioni ma anche di tutte le conoscenze che sono fondamentali per una gestione efficace degli asset” (citazione ancora da Bruno Sasso). Quanta verità c’è in questa affermazione. Ciò nondimeno, il manutentore non sempre ne è consapevole, perdendo opportunità sia per la sua funzione sia per il business aziendale nell’utilizzo efficace delle sue conoscenze per contribuire al raggiungimento della generazione di valore che si desidera dagli asset.

Il ruolo della manutenzione è concretamente importante anche se spesso manca o è parziale l’evidenza degli impatti dovuti alle buone pratiche, sia per difficoltà intrinseche alla misura della buona manutenzione sia per incapacità del manutentore di elevarsi al rango dei processi decisionali, dove saper misurare le proprie azioni è il primo elemento non solo per il ben noto processo di miglioramento continuo ma anche per la capacità di dare una proposizione di valore ai diversi stakeholder delle “action” manutentive.

Il valore finanziario della manutenzione è ad esempio difficile da misurare nella sua pienezza. D’altra parte, basti pensare ad un semplice esercizio di analisi di scenario: stimare i risultati economici del business – ad esempio il fatturato generato – con o senza lo svolgimento delle attività di manutenzione sugli asset in portfolio. Si fa presto a capire quanto il disastro economico è dietro l’angolo in poco tempo. In fondo è quello che succede quando si pensa al taglio dei costi propri di manutenzione dimenticando l’impatto sulla funzione produttiva degli impianti.

Il valore sull’efficienza e efficacia produttiva è sicuramente più nelle corde delle attività tecniche ed operative svolte dalla manutenzione. Non sempre però l’approccio sistematico del miglioramento continuo coinvolge la manutenzione con una visione olistica sui diversi impatti prestazionali. La manutenzione non si deve cioè limitare a migliorare solamente la disponibilità degli asset. La manutenzione è la funzione in prima linea a curare la qualità del processo produttivo: con le sue pratiche deve cioè sentirsi investita della responsabilità di affidabilità del processo come conseguenza dell’affidabilità degli asset, la qualità ne è una conseguenza.

Il valore sulle dimensioni ambientale e sociale della sostenibilità è altrettanto importante, ed è concreto se si pensa alle diverse prospettive della sicurezza degli impianti e delle persone, dei consumi di risorse (intese come materiali, energia, acqua, aria, gas), del controllo delle emissioni, dell’integrità e della conservazione degli asset nella vita. Anche su queste dimensioni c’è il rischio concreto che l’azienda non sia in grado di dare il giusto valore alle azioni manutentive, per diverse motivazioni: non solo manca una standardizzazione della misura del contributo della manutenzione a tali aspetti di sostenibilità; è anche possibile che il ciclo operativo della maintenance in action non venga pienamente integrato nei processi aziendali a fini di coordinamento e collaborazione con altre funzioni aziendali coinvolte e con gli stakeholder esterni.

Per essere un pilastro fondamentale per la gestione degli asset, la manutenzione deve saper valorizzare il suo contributo alla generazione di valore dagli asset nelle varie dimensioni, economica, ambientale e sociale. Per questo è naturalmente necessario saper misurare i costi delle politiche di manutenzione e, anche se con più difficoltà inerenti, gli impatti di prestazione che ne conseguono. Bisogna però fare di più: consapevolezza e conoscenza del mondo degli asset deve essere portata nelle politiche aziendali e nei processi decisionali, per essere primi attori di una “maintenance in action” per il valore generato dagli asset.

Per stimolare questa crescita organizzativa inauguriamo un nuovo percorso sulla “Maintenance in Evolution”. In questa sezione intendiamo proporre contributi fondamentali a servizio del ruolo che la manutenzione ha nella gestione degli asset, rimarcando l’impegno nella diffusione della cultura manutentiva, i valori di cui manutenzione è portatrice, le capacità ingegneristiche e tecnologiche che offre, e, ultimo ma non meno importante, il ruolo politico.

 

Marco Macchi, Direttore Manutenzione T&M

Pubblicato il Giugno 12, 2020 - (9 views)
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