Riaprono i Makerspace!

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A giugno, dopo 15 mesi, sono stati finalmente riaperti questi fondamentali luoghi di incontro che stimolano le attività creative dei ragazzi

Riaprono i Makerspace!
Riaprono i Makerspace!

Il Covid ha stravolto le abitudini degli italiani. I ragazzi degli istituti tecnologici hanno potuto frequentare i loro laboratori con l’eccezione dei primi mesi di pandemia, ma i Makerspace sono rimasti chiusi per tutto il periodo. Riapriranno nel corso del mese di giugno. E così anche il Fab Lab Romagna che i nostri lettori hanno imparato a seguire da molti anni. 

Durante questi lunghi e noiosi 15 mesi, i nostri piccoli inventori “spaciugoni” si sono dovuti accontentare di incontri a distanza o di qualche comparsata casalinga clandestina. 

Ecco perché il mese di giugno è importante. Perché, dai lontani Atelier Rinascimentali, agli insegnamenti di Maria Montessori fino al contemporaneo Seymour Papert, passando per Don Lorenzo Milani e la sua scuola di Barbiana, profeti di una iperbole didattico-pedagogica e sostenitori di una formazione esperienziale, «da che mondo è mondo», è con il lavoro di gruppo che si stimola l’inventiva dei ragazzi e i ragazzi sono poi portati a collaborare per un fine comune. I makerspace sono nati secondo questi auspici, e la cultura del “saper fare” ha portato alla definizione della figura del maker. 

La presenza però è necessaria quanto indispensabile. E da qualche giorno è di nuovo possibile dopo 15 mesi di “maker-digiuno”. 

Noi seguiamo con attenzione il mondo dei maker perché troviamo questo percorso formativo molto utile per i futuri manutentori nel mondo della Economia Circolare e della riparazione. La riparazione aumenta la longevità dei beni a dispetto dell’usa e getta e di quanto finora ci ha condotto a moltiplicare il cumulo dei rifiuti. 

È una istruzione complementare ai percorsi formativi classici degli istituti tecnologici che a mio parere ne amplifica le potenzialità. 

Non è solo un aspetto tecnico-formativo, ma c’è una forte connotazione ideologica. Il maker ha connaturato in sé il concetto di sostenibilità, il riciclo e la riparazione sono i suoi strumenti operativi, obiettivi non molto distanti da quelli del manutentore auspicati dal Presidente A.I.MAN. 

I laboratori, i Fab Lab, i Makerspace, sono a tutti gli effetti una scuola di vita manutentiva, non meno importante delle scuole che a vari livelli di istruzione formano i manutentori professionisti. Per non parlare dell’apprendistato, un percorso ancora molto attivo in Italia, dove il neofita manutentore impara il mestiere portando la borsa all’artigiano. 

E così I-Fix-It, i Repair Cafè, i Restart Party, un tempo chiamati laboratori di quartiere. Sono quelle attività oggi ancora poco comprensibili, quelle che Aldo Bonomi ascriverebbe al “non ancora”. Ma per noi manutentori il “non ancora” è un pezzo di futuro che sappiamo dovrà per forza realizzarsi perlomeno nel lungo periodo. 

La manutenzione è quel mestiere che ci permette di far durare le cose nel tempo. Ma questo semplice enunciato stenta a fare breccia nella mente degli individui. Eppure, senza manutenzione non esisterebbe il mondo che conosciamo. 

E noi abbiamo un bisogno smisurato ed esagerato di tecnici competenti per affrontare le insidie e i cambiamenti repentini della tecnologia odierna.

Senza attitudini di base apprese in giovane età, come quelle sperimentate negli istituti tecnologici e nei fab-lab, è difficile poi plasmare dei tecnici di alto livello che sappiano intervenire sulle complesse apparecchiature in carico alle manutenzioni di tutte le latitudini. 

E qui fortunatamente ci viene in aiuto A.I.MAN., la nostra veneranda associazione di manutenzione, che due anni fa ha celebrato i sessant’anni di vita, essendo nata nel 1959.

Verso la fine di maggio, Saverio Albanese, Presidente A.I.MAN., intervistato dal nostro direttore Cristian Son, ha illustrato i prossimi appuntamenti della Associazione, con l’intenzione di puntare nei prossimi anni a valorizzare la transizione verde. Nel paniere delle cose da fare ha inserito fra l’altro Energy Week (25-28 maggio), conclusasi da pochi giorni; il tema della neutralità carbonica e del cambiamento climatico e, infine, un sondaggio (survey) sulla transizione verde e innovazione digitale. In attesa del prossimo congresso che si terrà nel corso del “Mese della Manutenzione” di novembre. 
Gli obiettivi che delinea il Presidente sono forti e chiari: “Trasformazione digitale, transizione verde e innovazione con al centro le competenze, le persone, il vero valore aziendale”. 

Saverio Albanese, Presidente A.I.MAN., non è nuovo a questo genere di interventi colorati di verde. 
Nel 2019 si tennero in contemporanea il XXVIII Congresso e il 60mo anniversario di A.I.MAN. Il Summit è stato ospitato a Torino presso la prestigiosa sede direzionale di Nuvola Lavazza, progettata dall’architetto Cino Zucchi e inaugurata proprio l’anno prima. 

L’intervento di Albanese decisamente orientato verso una società più verde e sostenibile fu interpretato da noi osservatori come una autentica svolta nella politica di A.I.MAN. (Appunti di Manutenzione, A.I.MAN. 2019 … l’anno della svolta, Manutenzione T&M, novembre 2019). 
Ecco, a testimonianza di ciò, alcuni passaggi brevi ma significativi: «Il modello della Economia Circolare si basa proprio sul riutilizzo, sul riciclo sulla rigenerazione degli asset che devono raggiungere il massimo fattore di utilizzo senza nessun ulteriore dispendio di risorse e quindi senza nessun impatto ambientale». 

Ma non esprime solo un suo parere, infatti in una sintesi delle due giornate di Summit, sempre Albanese dice: «Quello che emerge in questi due giorni di incontri è un profondo senso di urgenza che ci motiva a muoverci subito verso un fronte comune. Le risorse di questo pianeta sono assolutamente limitate dobbiamo identificare dei modelli di business circolari che permettano di ridurre l’impatto ambientale e di mantenere e preservare questo pianeta». 

Le riflessioni di Albanese hanno avuto origine diverso tempo fa. Nel 2014 scrisse sulla nostra rivista un articolo sulla manutenzione sostenibile (Manutenzione T&M, settembre 2014). E già allora, “in nuce”, si intravedevano gli sviluppi avvenuti negli anni successivi. Scrive Albanese: «Vi è sostenibilità quando i beni sono amministrati secondo una logica di lungo periodo durante tutto il loro ciclo di vita». 

In quegli ultimi mesi del 2019, A.I.MAN. con tutto il suo gruppo dirigente aderì con decisione ai precetti e alle conquiste della Economia Circolare. «Una svolta che trae forza ed energia dal lavoro sistematico della nostra rivista Manutenzione Tecnica & Management (oggi Manutenzione & Asset Management) e dall’impegno del suo editore TIMGlobal Media da sempre sostenitore dell’Associazione e foriero di nuovi sviluppi per la manutenzione». 

Date queste premesse, mi pare interesse di A.I.MAN. e del suo gruppo dirigente, seguire l’esperienza dei maker, dei laboratori di quartiere, repair cafè, o come dir si voglia. Momenti semplici, ma laboratori culturali indispensabili per far entrare la manutenzione nella vita di tutti i giorni, con i valori e i contenuti che essa diffonde affinché diventino un sentire comune per tutti i cittadini.

Maurizio Cattaneo
 

Pubblicato il Giugno 10, 2021 - (160 views)
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