Ripensiamo la manutenzione, tuteliamo la salute

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La necessità di riscrivere il processo manutentivo agendo, in buona misura, anche sulle logiche di Make or Buy

Ripensiamo la manutenzione, tuteliamo la salute
Ripensiamo la manutenzione, tuteliamo la salute

Difficile non orientare l’editoriale di questo mese alle conseguenze per il mondo manutentivo, e per quello produttivo in generale, della pandemia di CoViD-19. Nello spirito di servizio che anima questa testata e sempre ha contraddistinto l’azione di A.I.MAN., tuttavia, è doveroso condividere alcune ricadute di esperienza che costituiscono altrettante “lesson learned” per tutti noi. E il primo vero ritorno di esperienza deriva da una considerazione. Abbiamo (quasi) tutti correttamente approcciato l’organizzazione della manutenzione dal punto di vista della sostenibilità, coniugando le esigenze economiche con quelle ambientali all’insegna dell’uso di tecnologie e strumenti coerenti con il nostro tempo (“Manutenzione 4.0”). 

Ma forse qualcosa ancora dobbiamo fare affinché questa sostenibilità consideri anche il tema della salute. Certo, questo è già prassi dal punto di vista della gestione del Risk Management, poiché il rischio biologico rientra tra le fattispecie previste dal D.lgs 81/08. Ma lo abbiamo sempre trattato all’interno dei vecchi paradigmi, per cui data una struttura, dato un processo, abbiamo supportato gli RSPP nell’individuare quelle misure tecnologiche od organizzative orientate a condurre tale rischio al di sotto della soglia di accettabilità. 

Ora occorre cambiare tale paradigma, modificando il processo stesso, anche stravolgendolo, e stiamo imparando che questo può essere fatto; gli articoli a tema contenuti in questo numero ci aiutano in un percorso di conoscenza che conduce a questo risultato. Il tema comune è quello dell’approccio green, dalla corretta scelta dei biocarburanti descritta da Tiziano Suppa al processo di manutenzione in ambito ferroviario affrontato da Daniele Fabbroni; la ferrovia è, a ben vedere, la scelta “green” per eccellenza nel trasporto di uomini e cose, mentre per i servizi in ambito urbano, ancora una volta, il passaggio graduale avviene verso le propulsioni alternative come ci ricorda Michele Antolini, il quale affronta il tema della scelta tecnologica nella gestione della Flotta. 

Nessun tentativo antiscientifico di correlazione fra inquinamento e CoViD-19, sia chiaro: solo un approccio comune orientato al rispetto dell’ambiente come elemento base per la tutela della salute. In questo senso proprio il paradigma Manutenzione 4.0 proposto da questa testata può fornire un importante contributo nella gestione del ciclo di vita dei veicoli sfruttando le tecnologie abilitanti per impostare, anche in questo settore, un post vendita che impiega le risorse umane in maniera più razionale, limitando gli spostamenti a quando e dove servono. Il tema è quello del controllo da remoto del service, sia attraverso una manutenzione predittiva grazie alla estesa presenza dei quattro elementi che la rendono oggi possibile (telemetria via web, intelligenza artificiale, big data e open data) sia mediante l’uso di una realtà aumentata ormai collaudata nei metodi e nelle tecnologie accessibili. 

Si tratta di una sfida importante sia per i produttori di veicoli sia per le grandi strutture di manutenzione, perché è l’unico approccio che consente di mantenere l’ownership dei dati e delle competenze, il vero valore aggiunto nella Manutenzione 4.0. 

È una responsabilità nuova per le imprese: non si tratta più di misurare il processo manutentivo per migliorarne alcuni aspetti. Ma di riscriverlo, in buona misura, agendo anche sulle logiche di make or buy, per rimettere l’uomo e le sue esigenze, in primis la salute, al centro dello stesso. 

Alessandro Sasso Presidente ManTra, Coordinatore Regionale A.I.MAN. Liguria, Innovation Manager accreditato MISE 
 

Pubblicato il Maggio 8, 2020 - (40 views)
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