Sicurezza delle scaffalature

La manutenzione è necessaria per la conservazione e mantenimento delle caratteristiche di sicurezza delle scaffalature metalliche

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    Sicurezza delle scaffalature

Le scaffalature metalliche utilizzate per lo stoccaggio di merci e prodotti vari devono essere progettate e installate a regola d’arte, ma è altrettanto necessario garantirne la conservazione nel tempo, mantenendo alto il livello delle prestazioni e delle caratteristiche di sicurezza. Un simile obiettivo si raggiunge grazie alla manutenzione.

Se le scaffalature non sono installate correttamente e non ne viene curata la manutenzione, i lavoratori possono essere esposti a diversi pericoli, tra cui lo schiacciamento in seguito al ribaltamento della scaffalatura e la caduta di materiali dall’alto. Pertanto, è assolutamente necessario che il datore di lavoro valuti nella maniera corretta i rischi legati alla presenza di scaffalature danneggiate e metta in atto le corrette misure di prevenzione e protezione.

Quali sono le normative attualmente in vigore?

Sia il D.Lgs. 81/08 che le diverse norme UNI sono chiare nell’individuare le diverse responsabilità in materia di sicurezza e scaffalature metalliche.
Elenchiamo di seguito, citando direttamente i testi delle norme, gli elementi che possono aiutare nella definizione degli obblighi a carico di datori di lavoro e utilizzatori.

Ai sensi del D.Lgs. 81/08, le scaffalature metalliche sono considerate delle vere e proprie attrezzature, in particolare viene fatta una distinzione tra scaffalature automatizzate e non. Le scaffalature “non automatizzate”, in quanto considerate come arredi, devono rispettare le indicazioni dell’allegato IV del D.lgs. 81/2008, in particolare: devono essere stabili e possedere una solidità che corrisponda al loro tipo di impiego e alle caratteristiche ambientali (p.to 1.1.1 dell’All.IV); devono avere, su una parete o in un altro punto ben visibile, la chiara indicazione del carico massimo ammissibile per unità di superficie, espresso in kg/m2 (p.to 1.1.3 dell’All.IV); i carichi (depositati sulla scaffalatura) non devono superare tale massimo e devono essere distribuiti razionalmente (p.to 1.1.4 dell’All.IV).

Le scaffalature “automatizzate”, invece, devono essere conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie (art.70, comma 1, D.lgs. 81/08).

Di conseguenza il datore di lavoro deve adempiere tutti gli obblighi previsti dal Testo Unico in materia di attrezzature lavorative. Tutto ciò per mettere a disposizione dei lavoratori degli strumenti che siano conformi alla normativa vigente sulla salute e sicurezza. Il Datore di Lavoro deve anche tenere conto di diverse norme tecniche sull’argomento, nella fattispecie le norme UNI EN 15629, 15635 e 11636.

Secondo la Norma UNI EN 15629 l’utilizzatore ha la responsabilità di sottoporre la scaffalatura a regolari ispezioni, al fine di assicurare che ogni danno occorso sia riparato e che ogni componente danneggiato sia sostituito con nuove parti identiche e dello stesso produttore. La Norma UNI 11636 stabilisce il processo di validazione delle scaffalature metalliche da magazzino con la finalità di assicurare un adeguato grado di sicurezza per il loro impiego. Nella Norma UNI EN 15635 viene specificato che l’utilizzatore della scaffalatura deve assicurarsi che le ispezioni periodiche vengano effettuate correttamente e che ogni danno sia catalogato secondo le categorie di pericolo “verde, giallo, rosso. Questa categorizzazione del danno e del pericolo permette una più veloce sostituzione del componente danneggiato o un più rapido intervento di manutenzione. Una persona tecnicamente competente deve eseguire ispezioni ad intervalli non maggiori di 12 mesi. È obbligo del fornitore assistere l’utilizzatore con un programma formale di manutenzione, per far fronte ad eventuali danni accidentali.

La tecnologia al servizio della sicurezza: Rackeye 

A-SAFE, leader nella produzione di protezioni antiurto, ha studiato un sistema per il monitoraggio costante delle scaffalature. RackEye è in grado di monitorare in tempo reale e registrare tutti gli impatti subiti dalle gambe degli scaffali su cui viene applicato, 24 ore su 24 - 7 giorni su 7.

RackEye si installa attraverso un semplice magnete sullo scaffale e nel caso in cui la gamba subisca una collisione rilevante, tipicamente con la forca di un muletto, RackEye™ la rileva. Tramite il suo "smart sensor" - che non considera le normali vibrazioni generate dalle azioni di carico e scarico – quando un impatto rilevante occorre, il dispositivo si illumina e avverte subito la persona di riferimento, tramite una notifica sul suo smartphone, su cui è installata la "RackEye™ App”. Poiché il tempo che trascorre tra l’impatto e l’avviso è brevissimo, si può intervenire tempestivamente sull’attrezzatura in modo da evitare accidenti maggiori. Al verificarsi di un impatto, l’app RackEye ti guiderà attraverso il processo di ispezione e segnalazione dei danni secondo le norme EN1563:2008 e le linee guida S.E.M.A*.

Il caso di Iveco

La partnership tra Iveco, parte del Gruppo Exor, e A-SAFE ha preso il via già diversi anni fa, in tutta Europa, con lo scopo comune di rendere i magazzini Iveco sicuri ed efficienti, così che strutture e personale fossero protetti dalla movimentazione interna.

Questo percorso di collaborazione ha portato Iveco a scegliere l’integrazione del nuovo sistema di monitoraggio delle scaffalature RackEye, sviluppato da A-SAFE, per implementare la sicurezza in magazzino e adottare una strategia proattiva nelle attività di manutenzione e gestione delle risorse umane e dei mezzi impiegati per l’intralogistica.

Il progetto nel dettaglio

Il sistema RackEye di A-SAFE è stato installato sui circa 600 montanti delle scaffalature presenti nel magazzino logistico Iveco per monitorare gli urti. Identificandone posizione ed entità, il sistema invia un segnale agli operatori, i quali possono intervenire prontamente. La sua installazione è semplice e veloce: il dispositivo viene fissato sul montante in modo che resti ad esso ancorato anche in caso di impatto. “Ci siamo resi conto dei limiti del sistema utilizzato in precedenza. Prima di scoprire RackEye, non avevamo dati in tempo reale e spesso non riuscivamo a identificare in modo rapido ed efficiente le cause e gli effetti delle problematiche.” Spiega José Luis Rodriguez Santiago, responsabile logistico di IVECO Spagna, si occupa dell’implementazione di nuove tecnologie all’interno dello stabilimento, in particolare dello sviluppo IoT per l’ottimizzazione dei processi logistici e che insieme al team A-SAFE ha valutato, testato e scelto il prodotto RackEye.

I vantaggi di un monitoraggio costante

“Ora, con il sistema RackEye”, sottolinea José Luis Rodriguez Santiago, “nel momento in cui viene inviato un allarme che segnala l’urto di un montante, l’operatore responsabile dell’area è incaricato di andare a verificarlo, attraverso un’ispezione che permette di identificare subito i rischi e i danni connessi. Tale verifica è eseguita secondo la norma EN 1565; viene analizzata la gamba dello scaffale, la base e la diagonale. Il sistema RackEye è totalmente autonomo: non interferisce minimamente con le scaffalature, ha una eccellente connettività e un’ottima rete anche in quota 9/10 mt. Ogni dispositivo è identificato tramite un QR code, permettendo l’immediato intervento nell’area specifica”. Attualmente, IVECO ha iniziato un progetto pilota che conta l’installazione di circa 600 dispositivi su altrettanti montanti, ma il progetto prevede almeno altre due implementazioni.

 *SEMA: Storage Equipment Manufactures Association è il British National Committee della European Racking Federation (ERF), una federazione di associazioni di produttori di apparecchiature di scaffalature e stoccaggio in Europa, che costituisce essa stessa il gruppo di prodotti per apparecchiature di stoccaggio di FEM.

Rossana Saullo si laurea prima in Lettere Moderne presso l’Università della Calabria di Cosenza, successivamente consegue la laurea magistrale in Letteratura, Filologia e Linguistica Italiana presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2020 consegue il Master Professione Editoria Cartacea e Digitale presso l’Università Cattolica di Milano. Da settembre 2020 lavora in TIMGlobal Media.

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