Uno sguardo sul futuro dei sistemi informativi di manutenzione

Alcune considerazioni “tecniche” sul SIM e sul suo ambiente software

  • Ottobre 5, 2017
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  • Uno sguardo sul futuro dei sistemi informativi di manutenzione
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    Uno sguardo sul futuro dei sistemi informativi di manutenzione

I colleghi della rivista, per questo numero di ottobre, mi hanno chiesto di scrivere un pezzo “tecnico” sui sistemi informativi di manutenzione. La mia posizione di ammi­nistratore di una società che progetta e sviluppa da molti anni un unico prodotto, il sistema infor­mativo di manutenzione (SIM), mi mette nelle condizioni di rispondere a questa sollecitazione cercando di dare un contributo visionario, ma non troppo, sia ai progettisti di sistemi che agli utilizzatori.

Diversamente dal consueto, affronteremo l’ar­gomento dal punto di vista del prodotto e non dei processi che sottende, argomento quest’ul­timo che sconfina più nella organizzazione e nella direzione aziendale che non nella produ­zione di software.

Una prima dimensione importante è l’interfac­cia utente.

Consideriamo quanto si siano evoluti nel tempo i dispositivi dove il sistema informativo si tro­va ad operare. Dal semplice computer desktop, ancora molto diffuso nelle aziende più grandi e nelle officine di manutenzione, ai cd dispositivi intelligenti come tablet e smartphone, per citare i più diffusi.

In italia si prevede che nel 2017 il 75% degli ac­cessi a Internet avverrà da smartphone e tablet (Zenith Media, 2016), nelle aziende industria­li questi dati sono praticamente invertiti, ma è inevitabile che su desktop o su dispositivi intel­ligenti, una interfaccia touch screen tenderà a prevalere.

Ciò significa l’abbandono progressivo del mou­se e in minore misura della tastiera meccanica.

Un altro aspetto da considerare è la semplifica­zione in atto nei processi manutentivi per effetto di una drastica riduzione dei manager interme­di (programmatori, ingegneri di manutenzione, affidabilisti) a favore di una elevazione di skill e funzioni da parte dei manutentori operativi. È la manutenzione snella, per dirla con una parola cara all’amico Franco Santini, che ha appreso l’empowerment dei worker e la delega verso il basso.

Coerente con questo contesto organizzativo, il SIM rimane un prodotto ben articolato e ricco di funzioni, ma declinate in modo più semplice e diretto. Non è pensabile passare quattro o cin­que schermate per inserire un ordine di lavoro o per fare una prenotazione a magazzino, pari­menti si dedicano più energie che un tempo a capire le cause dell’insorgere di un guasto.

L’interfaccia utente deve quindi essere ben calibrata per garantire una esperienza utente soddisfacente pur nella moltitudine e nella ar­ticolazione di numerose funzioni.

WPF e SIM

Da circa un lustro (dalla versione 4.0 in poi), an­che se la nascita risale agli inizi di questo secolo, Microsoft, ha messo a punto molto efficacemente una nuova interfaccia grafica denominata Win­dows Presentation Foundation (WPF) che ben si presta a rappresentare la molteplicità di oggetti e funzioni di un SIM. Una delle caratteristiche rile­vanti di WPF che noi abbiamo trovato molto utili nella realizzazione del SIM è la separatezza fra ambiente grafico (sviluppato in XAML e relativa­mente indipendente dal codice) e l’ambiente di programmazione (sviluppato in C# o in VB) che implementa le cd regole di business. WPF è stato pensato per rispondere in modo naturale alle in­terfacce multi touch e per la realizzazione di appli­cazioni sui desktop aziendali.

L’uso diffuso del multi touch si rivela molto utile anche per supportare i manutentori mobili che di­spongono di dispositivi intelligenti al posto dei con­sueti desktop computer. Infine WPF è una buona base di partenza per le applicazioni “universali”, che diventeranno sempre più importanti con il diffon­dersi dell’Internet delle Cose (IoT) e dei controller di campo evoluti che supportano Windows 10 IoT.

WPF ha mandato definitivamente in soffitta i sistemi basati su una interfaccia Web caratterizzati da una estrema povertà di controlli e di opzioni di sviluppo, anche se supportata dai migliori Web Browser. Troppo generici per essere usati nella costruzione di un sistema informativo e per realizzare una espe­rienza utente sufficiente, permessa invece da una applicazione desktop in WPF (o in precedenza da Windows Form).

La base dati

È stato detto che occorre semplificare i processi. Ciò non significa realizzare una base dati povera e incompleta. La base dati deve essere ricca e comples­sa, ma la complessità deve poter essere mascherata dalla interfaccia utente in modo che in ogni momento chi ha bisogno di approfondimenti lo possa fare, ma senza penalizzare la routine quotidiana.

Progettazione e Gestione della manutenzione sono materie declinate in modo assai diverso in relazione alla dimensione, alla categoria dell’impresa, all’or­ganizzazione e ai processi ad essa applicati.

Una costante sono i DB che le aziende impiegano, SQL Server (Microsoft), DB2 (IBM) e Oracle i quali si spartiscono senza difficoltà quasi per intero il mercato, di qualità equivalente ai fini del supporto di un SIM.

Ma l’impiego della base dati per supportare il SIM è quanto di più variabile: si va da qualche GByte a decine o centinaia di GByte, da strutture semplici con un numero limitato di tabelle a sistemi con centinaia se non migliaia di tabelle, e con decine di migliaia di procedure memorizzate che conservano le cd regole di business, ossia le regole con cui i dati sono trasformati dalla azione dei processi manutentivi.

La base dati rappresenta quindi un vincolo spesso insormontabile per po­ter adeguare nel tempo il SIM alle esigenze dell’azienda a prezzo di costose quanto impegnative e a volte impossibili manutenzioni al software, ragion per cui tali adeguamenti sono spesso scoraggiati dallo stesso produttore del SIM.

A meno che sia stato fatto a priori un costoso e approfondito lavoro di inge­gnerizzazione della base dati predisponendola a future modifiche, che non creano alcuna difficoltà di tempi e costi per i futuri interventi, sia al cliente che al produttore del SIM. Le modifiche e gli adeguamenti lungi dall’essere scorag­giati sono in questo caso stimolati addirittura dallo stesso produttore del SIM, che intravede in essi un percorso essenziale di miglioramento del software.

I report

Gli stampati prodotti come output dal SIM per molte persone, in azienda, rap­presentano l’unico momento di interazione con il Sistema Informativo e con la sua base dati. La loro importanza è quindi capitale per sviluppare un sistema che sia ritenuto soddisfacente ed efficace.

Per ciò che concerne i sistemi informativi, e in particolare il SIM che è ca­ratterizzato da centinaia se non migliaia di rapporti molto diversi fra loro, da semplici stampati tabulari a sofisticati grafici, da sistemi di navigazione pivot, a rapporti di business intelligence, tutti da aggiornare, mantenere, adeguare nel tempo alle modifiche nella organizzazione e nei processi aziendali.

In quest’area c’è praticamente un solo strumento che ha un monopolio quasi assoluto perché permette da un lato di realizzare tutte le tipologie di rapporto citate, e poi perché è facilmente manutenibile nel tempo senza incorrere in costosi revamping: Crystal Report. Il quale da diversi anni è sviluppato e di­stribuito da SAP AG nonché utilizzato ampiamente per il suo sistema ERP denominato R/3. E SAP di sistemi informativi se ne intende...

La copertura dei processi

Negli ultimi 30 anni sono stati fatti parecchi tentativi per estendere la copertu­ra dei processi del SIM coinvolgendo i dati provenienti dal campo.

Intorno alla metà degli anni ’80 fummo invitati da ACTIM (Agence pour la Coopération Technique, Industrielle et Économique) a fare un giro durato circa due settimane in alcune fra le principali aziende francesi impegnate nella ma­nutenzione di alto livello. In quel frangente osservammo i primi sistemi esperti, in grado di trasformare quello che oggi si definirebbe Big Data, in valutazioni sulla salute delle macchine e sui più efficaci percorsi diagnostici.

Oggi i sistemi esperti rappresentano una ottima applicazione di AI dedicata a sistemi particolarmente complessi e ad alto rischio come Treni, Aerei, Sistemi che operano in centrali nucleari, eccetera. I sistemi esperti e gli algoritmi predittivi in genere, sono gli strumenti che meglio di altri si sono avvantaggiati della analisi dei dati provenienti dal campo (Giulia Baccarin, Le aziende di domani saranno connesse e predittive, 2017).

Nulla si può fare invece per distribuire una ap­plicazione di uso generalizzato che dia un reale supporto predittivo o diagnostico a prescindere dai sistemi tecnologici sottostanti.

A questo proposito, a nostro avviso, funziona meglio l’addestramento alla diagnostica e al ragionamento logico che può fornire il Pensiero Computazionale direttamente al manutentore. Il manutentore anco­ra oggi è ben più flessibile ed adattabile della AI è sufficiente dotarlo degli strumenti giusti. Strumenti però che sono prevalentemente di natura culturale più che tecnologica.

In definitiva meglio distinguere due aree operative, o sottosistemi, e tenerle nettamente separate: l’a­rea organizzativo-gestionale che integra il SIM nel sistema aziendale con quel che ne consegue per acquisti, magazzino, eccetera e la relativa intero­perabilità a livello dei dati e dei processi, e un’area tecnologica dove il sottosistema si occupa di va­gliare i dati provenienti dal campo e di analizzare Big Data per fornire informazioni predittive e/o dia­gnostiche al manutentore.

L’area organizzativo/gestionale, un dominio stori­camente coperto dal SIM, integrato con i sistemi aziendali (ERP, Gestionali, eccetera), ancora oggi rappresenta il nucleo centrale del SIM. Tuttavia l’a­rea tecnologica è in continua crescita soprattutto nel versante della analisi predittiva e della tele-ma­nutenzione, per cui è difficile oggi immaginare quali orizzonti riuscirà a schiudere in un futuro nemme­no molto lontano.

In definitiva

In queste tre pagine abbiamo descritto, per come le vediamo noi e dalla nostra personale esperien­za, alcune delle linee di sviluppo dei SIM, cercando di guardare al futuro. Abbiamo messo in evidenza quelli che per noi sono i determinanti tecnologi­ci. Questa posizione riflette chiaramente anche le scelte che abbiamo fatto sul nostro prodotto che in quasi 35 anni di vita è passato attraverso numero­se trasformazioni, evoluzioni e denominazioni.

Non sarebbe corretto, però, applicare queste con­siderazioni per fare, ad esempio, estemporanee classifiche dei prodotti che si trovano oggi in com­mercio. Le nostre considerazioni non sono “best practice” pronte per l’uso, ma solo suggerimenti, visioni, lampeggi, per stimolare una riflessione fra i produttori e gli utilizzatori di SIM.

Maurizio Cattaneo, Amministratore  di Global Service  & Maintenance