Nozze d'oro per la Tribologia!

Circa 50 anni fa nasceva la "Tribologia" una scienza in cui sono confluite diverse tecniche derivate dallo studio di tutti i fenomeni legati all'usura. Tra i sistemi preposti al controllo dell'usura, le procedure di lubrificazione svolgono un ruolo primario. Di seguito la notizia ricavata dal comunicato della Società di Tribologia: The 9 March 2016 sees the 50th anniversary of the publication...

  • Aprile 26, 2016
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    Nozze d'oro per la Tribologia!

Circa 50 anni fa nasceva la "Tribologia" una scienza in cui sono confluite diverse tecniche derivate dallo studio di tutti i fenomeni legati all'usura. Tra i sistemi preposti al controllo dell'usura, le procedure di lubrificazione svolgono un ruolo primario. Di seguito la notizia ricavata dal comunicato della Società di Tribologia:

 

The 9 March 2016 sees the 50th anniversary of the publication of the ground breaking report "Lubrication (Tribology) Education and Research". This report, commonly referred to as the "Jost Report", described the findings of a committee, chaired by Prof H Peter Jost and organized on behalf of the UK government. It also coined the word "tribology" for the first time and outlined dramatic financial savings that could be gained through the correct application of tribological principles, leading to global development and integration of inter-disciplinary studies in friction, wear and lubrication to form the subject of tribology as it is known and understood in 2016.

 

Vorrei prendere spunto da questa importante ricorrenza, per proseguire - su invito della redazione di Manutenzione - il nostro percorso di studio delle problematiche correlate con la lubrificazione e le metodiche di analisi dei principali elementi chimico/fisici presenti all'interno di un olio, minerale e non.

 

Facendo un salto nel passato, proviamo ad entrare in una classica auto officina di fine anni '80 del secolo scorso; qui incontriamo il proprietario. Il vero meccanico io lo ricordo così, sin da quando, motociclista neofita, frequentavo le officine di zona (ove gli stracci, assieme a piccoli grumi di segatura sul pavimento, erano ancora di moda): un uomo brillante, capace di usare i propri sensi (olfatto, tatto, addirittura il gusto) per esprimere un giudizio tecnico sulla bontà di un prodotto lubrificante usato.

 

A "naso" sapeva dire che c'era qualcosa di sbagliato nella combustione (es. un motore ritardato o la carburazione "grassa") o se, stropicciando tra i polpastrelli un paio di gocce di quel fluido, era oramai arrivato il momento di pensare a sostituire la carica. Un velo di olio (alquanto scuro e decisamente ossidato) rimaneva a segnare di fuliggini untuose le dita di una figura operosa, che aveva da sempre un rapporto di amore/odio con tutto ciò che appartiene al misterioso mondo dei lubrificanti.

 

Molto spesso le qualità specifiche venivano rappresentate con terminologie fumose su schede tecnico/analitiche pubblicitarie e poco adatte a chiarire le vere peculiarità di certi prodotti. Su quali potessero essere le prestazioni vantate (maggiore durata nel tempo, migliorata pulizia dei sistemi?) e soprattutto con quali strumenti poter dimostrare ciò in maniera inconfutabile, rimaneva un mistero; ma era una sorta di gioco delle parti in cui la buonafede e la reciproca fiducia fungevano da garanzia di un risultato ottimale.

 

Il rapporto umano, diretto, evitava di creare false aspettative o malintesi che compromettessero il rapporto etico e commerciale in essere. Ma poi con il passare del tempo le criticità delle macchine, le loro potenze specifiche sempre maggiori, le conseguenti richieste da parte del mercato sempre più esigente, hanno innescato dei meccanismi di selezione e sviluppo di prodotti le cui proprietà non potevano più essere descritte con due semplici parole, scambiate magari fumando una sigaretta! L'informatore che oggidì si fa carico di promuovere un nuovo lubrificante deve partire dall'esame dei nuovi parametri operativi. Stante una miriade di questioni a cui occorre saper dare una risposta puntuale, in molti casi supportata da una serie di esami che fanno riferimento a stringenti norme ISO/ASTM. La figura del classico "ingrassino" è oramai andata (per sempre, presumo) in pensione ed al suo posto sono entrati a far parte della squadra di manutenzione di un moderno impianto industriale veri e propri specialisti; tecnici esperti, preparati in discipline diverse, ma con una specifica preparazione nel campo delle procedure di lubrificazione.

 

 

Giuseppe Adriani, Coordinatore Regionale AIMAN

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