Formazione, trasporti e sicurezza

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Dagli spunti della cronaca alcune considerazioni in libertà

Formazione, trasporti e sicurezza
Formazione, trasporti e sicurezza

Con il numero di maggio abbiamo cercato di af­frontare un punto che è diventato fondamentale nel panorama della manutenzione in generale e dei trasporti in particolare come deve cambia­re l’approccio alla formazione con le nuove prospettive dell’Impresa 4.0.

Siamo veramente interessati a capire come evolverà la situazione anche per gli altri aspetti dell’universo manutenzione e riteniamo che una prima risposta si possa avere già dal prossimo congresso A.I.MAN. e dalla riorganizzazione della Commissione Manutenzione dell’UNI in cui A.I.MAN. è attore principale.

Comunque la rivista terrà accesi i riflettori sull’argomento anche nei prossimi numeri.

Trasporto

Ma ritorniamo al poliedrico mondo dei trasporti.

In queste ultime settimane l’attenzione si è fo­calizzata su alcuni avvenimenti che ritengo di un qualche interesse generale. Alcuni di questi riguardano la Liguria, il che mi fa pensare che questa regione o è particolarmente sfortunata o che racchiude un concentrato dei mali del settore trasporto in Italia. Vediamoli in rapida sintesi.

Incidente sulla linea ferroviaria Savona – Torino

Fortunatamente le conseguenze dell’inciden­te sono state poco pesanti, sia per le persone (solo feriti lievi) che per le cose (danni non ri­levanti alle infrastrutture ed al treno). Diverso il discorso per i problemi alla circolazione ed al movimento dei passeggeri, che si sono risolti solo dopo alcuni giorni.

Di positivo c’è che almeno questa volta non c’entra l’infrastruttura ferroviaria, in quanto il disastro è stato causato dalla caduta sui binari di una gru di una ditta che eseguiva lavori (non sappiamo se di manutenzione) all’esterno della sede ferroviaria.

Chissà se i titolari di questa ditta avranno esa­minato tutti gli aspetti della sicurezza. Ma, mi chiedo, possibile che il responsabile locale della infrastruttura non si sia reso conto di potenziali pericoli per la rete?

Incendio di un autobus da turismo in galleria sul­la Genova – Ventimiglia (autostrada A10)

Anche qui fortunatamente niente vittime ma in­genti danni alle infrastrutture ed enormi disagi per la circolazione.

Ma come si può sviluppare un incendio di un autobus a meno che non ci sia dolo? La prima cosa che viene da dire è che ci sia qualcosa che non ha funzionato nella manutenzione. I recenti casi di Genova e Roma insegnano.

ATAC - Azienda di trasporto pubblico di ROMA

Non voglio assolutamente entrare nella disa­mina del problema, delle cause e dei possibili rimedi.

Ritengo solo che in questa Azienda si concen­trino e divengano emblematici tutti i mali che affliggono e non da ora il trasporto pubblico lo­cale in Italia.

Restando alla manutenzione, ho conosciuto a suo tempo abbastanza bene ATAC ed i suoi meccanismi interni. Per decenni ATAC è stata la mucca da mungere (ogni riferimento alla lupa capitolina è voluto) e quindi non ci si deve as­solutamente stupire di come vanno le cose, an­che se non ho sentito finora che venga additata solo la manutenzione come causa dei proble­mi aziendali. Non resta che sperare. Ma finché ognuno degli attori coinvolti, politici e non, ad­debiteranno ad altri le cause del disastro non se ne potrà uscire.

Ho ricordato questi tre argomenti. Ma ce ne sono decine di altri simili che non hanno risonanza sui media e che scandiscono la nostra vita di tutti i giorni. In tutti questi casi la manutenzione ha indubbiamente un suo ruolo, ma ci si dimentica che ormai non si può più “scorporare” la manu­tenzione dal più ampio concetto di gestione degli asset. E così, come per la formazione, si ripro­pone il problema culturale, di cambio di mentalità per favorire anche nei trasporti un nuovo e più aderente approccio alle mutate esigenze generali di efficacia ed efficienza.

Senza di questo, senza comprendere che il fu­turo della manutenzione è nelle mani di nuove o comunque rivalutate professionalità e della diversa e più estesa interpretazione degli stru­menti a disposizione il manutentore rischia di diventare una figura sempre più sbiadita e non decisiva.

Sicurezza

Manutenzione e sicurezza anche nei traspor­ti sono strettamente legate, come risulta dagli esempi sopra riportati.

Una recente trasmissione radio sugli ultimi in­cidenti sul lavoro ha messo in evidenza la que­stione degli appalti e della diversità di approc­cio al problema sicurezza tra azienda cliente e fornitore legata anche al costo delle attività da mettere in campo.

È un argomento troppo complesso per affron­tarlo in queste poche righe.

Infatti l’appaltatore nel trasporto, nello specifico il fornitore di servizi di manutenzione in par­ticolare quando questi servizi sono svolti non in officina propria ma in cantieri presso clienti (cosa frequente soprattutto nel settore ferrovia­rio), ha di norma vinto gare al ribasso e quindi tende a contenere i costi, compresi quelli sulla sicurezza sia attiva che passiva limitandosi allo stretto necessario per non incorrere in sanzioni e riducendo le attività di formazione o peggio.

Ricordo a questo proposito che durante un cor­so a dipendenti di un fornitore di manutenzione ferroviaria alla mia osservazione a un corsista che non poteva condurre un carrello elevatore senza avere un regolare patentino mi sono sen­tito rispondere che lo sapeva ma che se avesse rifiutato il padrone lo avrebbe cacciato.

Esempi analoghi possono essere fatti a carico delle aziende clienti. Ad una mia contestazione ad un capo deposito Trenitalia che un ponte sol­levatore dato in comodato d’uso gratuito ad una officina esterna aveva dei potenziali problemi di funzionamento è stato risposto che funzionava così da anni e non era mai successo niente.

Se questo è il clima, il cammino culturale da fare è ancora molto lungo.

 

Bruno Sasso, Coordinatore sezione Trasporti A.I.MAN.

Pubblicato il Giugno 4, 2018 - (13 views)
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