Manutenzione e sicurezza per la sostenibilità

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La necessità di effettuare interventi di manutenzione per mantenere i beni e per poter disporre o prolungarne la vita utile

Figura 1 - Lo sviluppo sostenibile secondo Brundtland
Figura 1 - Lo sviluppo sostenibile secondo Brundtland
Figura 2 - Attività connesse alla sostenibilità
Figura 2 - Attività connesse alla sostenibilità
Figura 3 - Rilevanza della componente ambientale nei luoghi di lavoro
Figura 3 - Rilevanza della componente ambientale nei luoghi di lavoro
Figura 4 - Tematiche classificate sotto l'aspetto sociale della sostenibilità
Figura 4 - Tematiche classificate sotto l'aspetto sociale della sostenibilità

Nel 1987 la Commissione Ambiente e Sviluppo dell’ONU col rapporto Brundtland portò l’attenzione del mondo sullo Sviluppo Sostenibile, quale modello di vita, teso a migliorare la vita delle persone.

Con riferimento all’esistente sarebbe più opportuno parlare di sostenibilità che potremmo così definire: “La sostenibilità è la proprietà/caratteristica di una qualsiasi azione o opera dell’uomo che, pur soddisfacendo le esigenze di coloro cui è rivolta, non limita la possibilità di soddisfare le esigenze di altri, anche se diversamente dislocati nello spazio e nel tempo”.

I fattori fondanti/base della sostenibilità (figura 1) riguardano l’ambiente, il sociale e l’economia:

  • la ‘‘sostenibilità ambientale’’ è considerata una prerogativa essenziale per garantire la stabilità di un ecosistema, cioè la capacità di mantenere in futuro processi ecologici che avvengono all'interno di un ecosistema e la sua biodiversità;
  • la “sostenibilità sociale’’ indica un «equilibrio fra il soddisfacimento delle esigenze presenti senza compromettere la possibilità delle future generazioni di sopperire alle proprie». (Rapporto Brundtland del 1987);
  • la “sostenibilità economica’’ è alla base delle riflessioni nell'ambito dell‘economia dello sviluppo che studiano la possibilità futura che un processo economico "duri" nel tempo. Un processo è economicamente sostenibile seutilizza le risorse naturali a un ritmo tale che esse possano essere rigenerate naturalmente.

L’uomo dispone di notevoli strumenti per operare nel rispetto della sostenibilità, assicurando la cura, innanzi tutto, della salute, della sicurezza e dell’ambiente, attività necessarie per proteggere la vita umana.

Manutenzione

La cura dell’esistente in natura, del costruito e di tutte le opere dell’uomo deve assicurarne la sostenibilità nei suoi vari aspetti. Dobbiamo mantenere l’esistente per proteggere l’uomo, l’ambiente, e assicurarne una corretta gestione economica. Questo compito è affidato anche alla manutenzione che deve operare in sicurezza e per la sicurezza.

Il CEN definisce la manutenzione: “La combinazione di tutte le azioni tecniche, amministrative e gestionali durante il ciclo di vita di un bene destinate a mantenerlo o a riportarlo, in uno stato in cui possa eseguire la funzione richiesta”.

La manutenzione è un servizio che:

  • cura il mantenimento e il miglioramento del bene fisico;
  • partecipa, con le sue conoscenze e competenze alla progettazione e alla realizzazione del rinnovamento;
  • dispone di competenze, conoscenze e abilità,per operare nel rispetto dell’ambiente, per la sicurezza e in sicurezza;
  • vigila e opera contro il deterioramento/ invecchiamento, del bene, assicurandone affidabilità e disponibilità;
  • partecipa alla salvaguardia del valore del bene stesso, in coerenza al rapporto Brundtland del 1987 sullo sviluppo sostenibile.

La manutenzione - in particolare delle infrastrutture, dei patrimoni immobiliari, dei trasporti, degli impianti industriali - deve essere progettata, pianificata e gestita con particolare attenzione ai costi e ai risultati (affidabilità, disponibilità,sicurezza), ed eseguita con competenza d apersonale formato e addestrato.

I beni critici (per la sicurezza, la salute, l’ambiente, la disponibilità, la qualità) devono essere monitorati con strumenti di analisi FMEA (1), FMECA (2), RBI (3), ecc. e gestiti con politiche di manutenzione adeguate (su condizione, predittiva, ciclica, ispettiva, ecc.) per prevenire il guasto e, in ogni caso, per ridurre al minimo il rischio.

L’intervento di manutenzione deve essere tempestivo, efficace ed efficiente per assicurare la disponibilità e l’affidabilità del bene, ottimizzarne i costi e proteggere l’ambiente.

Viceversa la riduzione, l’assenza o l’inefficace manutenzione dei beni determina il loro degrado e crea situazioni di pericolo con danni rilevanti e incidenti mortali. Alcuni incidenti connessi all’inefficace/impropria manutenzione sono quelli diseguito riportati:

  • Raffineria BP in Texas: Esplosione e incendio del 23.3.2005 in impianto con 15 morti, 180 feriti, notevoli danni.
  • Treno di Viareggio: Deragliamento treno con ferro cisterne di GPL del 29.6.2009 esplosioni e incendi, 16 morti 36 feriti.
  • Treno di Pioltello. Deragliamento treno locale del 25.1.2018, 3 morti e decine di feriti.
  • Ponte Morandi di Genova sul Polcevera del 14/08/2018, 43 morti, feriti, 600 sfollati.

Il gestore dei beni (proprietario, amministratore, responsabile delegato) deve assicurare la manutenzione dei propri beni/asset come stabilito dall’art. 64 del D.Lgs. 81/08 (Sicurezza e salute luogo lavoro e smi) e adottare criteri e procedure di manutenzione come stabilito dall’art. 14 allegato B 3.4.4, del D.Lgs.105/2015 (SEVESO III) negli impianti con pericolo di incidente rilevante. È responsabile civilmente per la perdita di valore dei beni e per danni a terzi, penalmente per procurate lesioni o morte di terzi (art. 590 c.p. lesioni o omicidio colposo), e per danni all’ambiente.

Gli interventi di manutenzione sono necessari per mantenere i beni e per poter disporre o prolungarne la vita utile. Con politiche di manutenzione (straordinaria) e con la necessaria e compatibile disponibilità economica, si possono ingegnerizzare e realizzare gli interventi necessari.

Per verificare la sostenibilità, nei suoi vari aspetti, nei processi di manutenzione, si possono utilizzare i KPI (Key Performance Indicators Indicatori Chiave Prestazione), molto utili per monitorare la sostenibilità gestionale.

Esempi di KPI per la manutenzione:

  • totale costi della manutenzione a esercizio/ immobilizzi tecnici lordi;
  • MTBF: tempo medio tra guasti (Mean Time Between Failures);
  • totale costi della manutenzione a esercizio/produzione annua valorizzata (di stabilimento, centro di costo, ecc.);
  • totale costi della manutenzione a esercizio/produzione annua valorizzata (di stabilimento, centro di costo, ecc.).

Secondo studi applicativi (*) recenti, nel monitoraggio della manutenzione può essere utilizzato l’indicatore globale di efficienza OEE (4), con l’ausilio del TBL (Triple Bottom Lines: sociale, ambientale/ecologico e finanziario), sia per gestire e ottimizzare le attività operative e produttive, aumentando in particolare la disponibilità del sistema e riducendone i consumi energetici, sia per migliorare la sostenibilità ambientale attraverso l’identificazione ed eliminazione di perdite e rifiuti.

L’indicatore OEE è correlato alla disponibilità, alla efficienza, alla qualità dei sistemi produttivi, legati anche a una manutenzione efficace, come segue: OEE=D (Disponibilità) x P (Prestazioni) x Q (Qualità)

Esempio: OEE= 85% con D=90%, P=95%, Q=99,9%

Le aziende possono ottenere benefici economici mediante una migliore definizione della pianificazionedella manutenzione e degli standard associati, in particolare dall’analisi dei risultati nel campo della Life Cycle Assessment (LCA), metodo che valuta sia un insieme di interazioni che un prodotto o un servizio ha con l'ambiente, sia l'impatto ambientale (positivo o negativo) che scaturisce da tali interazioni.

Legenda:

  1. FMEA: Failure Mode Effects Analysis
  2. FMECA: Failure Mode Effects Criticality Analysis
  3. RBI: Risk Based Inspections
  4. OEE: Overall Equipment Effectiveness
  5. LCA: Life Cycle Assessment

Sicurezza

La sequenza temporale delle attività connesse alla sostenibilità sono riportate nella figura 2 a partire dal rapporto Brundtland.

È possibile rilevare la istituzione del GRI (Global Reporting Initiative) e successivamente la emissione di linee guida di un iniziale report ambientale e poi successivamente esteso agli altri comparti quali quello sociale (in particolare sicurezza e igiene industriale) e quello economico per arrivare al report di sostenibilità.

Nel 2013 è stato emesso il GRI-G4 che al punto 4.2, dell’Implementation Manual, relativo agli standard specifici di divulgazione relativi all’aspetto OHS (Occupational Health Safety) raccomanda l’utilizzo dei seguenti indicatori numerici:

  • G4-LA5 Percentuale sul totale forza lavoro dei lavoratori rappresentati nei comitati OHS congiunti lavoratori-direzione;
  • G4-LA6 Tipi e tassi di infortunio, malattie professionali, giornate perse, assenteismo, numero totale decessi per regione e genere;
  • G4-LA7 Lavoratori con alta incidenza o alto rischio di malattie relative alla loro occupazione rispetto al totale;
  • G4-LA 8 Tematiche di salute e igiene trattate negli accordi sindacali rispetto al totale.

Da una indagine effettuata negli USA nel 2012 sulla percezione di chi è responsabile per la strategia di sostenibilità entro l’organizzazione di una attività produttiva è risultato che il 71% ritiene che sia compito dell’HSE e poi della produzione, ingegneria manutenzione, qualità, ecc.

Nel 2017 l’OSHA (Occupational Safety Health Administration) ha emesso un documento relativo alla sostenibilità nel luogo di lavoro nel quale è evidenziata la grande rilevanza assunta dalla componente ambientale (figura 3) avente lo scopo di migliorare le prestazioni ambientali con l’utilizzo delle risorse naturali, la riduzione delle emissioni attraverso l’aumento della consapevolezza, la definizione di una visione collettiva, investimenti in innovazione e promozione della trasparenza.

Le tematiche che sono spesso classificate nel campo sociale della sostenibilità (ad esempio OSH, diritti umani, relazioni sindacali, relazioni con le comunità, ecc. riportate in figura 4) sono state meno comprese e hanno ottenuto meno attenzione.

Questo ha condotto a considerare la sostenibilità come essenzialmente collegata all’aspetto ambientale e sociale piuttosto che a una versione integrata complessiva. OSHA propone di articolare e integrare pienamente l’OSH negli sforzi di miglioramento della sostenibilità allo scopo di aumentare il numero di luoghi di lavoro con alto impegno (commitment) per la sicurezza.

I rapporti di sostenibilità delle più importanti società multinazionali sono focalizzati per quanto riguarda il comparto sociale sulla sicurezza delle operazioni utilizzando i seguenti indicatori:

  • tassi di infortunio e di mortalità per il personale aziendale e terzo;
  • tassi di gravità e/o assenza;
  • tassi di eventi di processo (rilasci di sostanze pericolose e perdite di contenimento primario).

Per gli eventi di processo ICCA (International Council Chemical Associations) ha proposto nel 2016 per gli eventi di processo l’utilizzo del PSER (Process Safety Event Rate) normalizzato per 200.000 ore lavorative (100 lavoratori e 2000 ore anno).

Gli eventi di processo sono classificati in rilasci (1 kg,10 kg, >100 kg) di sostanze molto tossiche (H300,310,330), tossiche (H301,302,312,331,332) e varie (tutte le classificazioni H secondo GHS).

Tenendo conto delle conseguenze dei rilasci è stato proposto l’utilizzo del PSESR (Process Safety Incident Severity Rate) che considera le gravità degli incidenti (morti/feriti, danni materiali da incendi esplosioni, danni ambientali da inquinamenti di acque e suolo, impatti sulle comunità) normalizzate a 200.000 ore lavorate-anno.

Altre tematiche trattate nella area sicurezza del rapporto di sostenibilità sono:

  • sicurezza delle imprese terze (in particolare formazione e addestramento);
  • sicurezza dei trasporti di sostanze e persone (strada, ferrovia, mare, aria);
  • sicurezza informatica (cyber sicurezza internet e rischi informatici).

Conclusione

La manutenzione recita un ruolo importante nel mantenimento dei beni e assicura, a certe condizioni la loro sostenibilità. L’ingegneria di manutenzione, in particolare, è uno strumento utile per il progresso della gestione della manutenzione, tesa al miglioramento della sostenibilità ambientale, economica e sociale dei beni e dei sistemi. Gli indicatori KPI e l’indice OEE, per la manutenzione e per le attività produttive, possono essere utilizzati per monitorare sia la sostenibilità gestionale che ambientale.

La sicurezza sul luogo lavoro che riduce al minimo i rischi per gli addetti (fattore sociale) e la sicurezza di processo che assicura un controllo degli incidenti rilevanti con possibili danni agli impianti e all’ambiente (fattore economico e ambientale) hanno una importanza non sempre considerata nei rapporti di sostenibilità. In questi ultimi è possibile, in aggiunta agli indicatori ambientali, utilizzare anche gli indicatori relativi alla sicurezza del luogo di lavoro (tassi di frequenza e gravità infortuni) e alla sicurezza di processo (tassi di frequenza e gravità eventi di processo).

 

Domenico Barone
Coordinatore UNI/CT 266 “Sicurezza degli impianti a rischio di incidente rilevante” – CTI

Francesco Cangialosi
Past Presidente e Membro UNI/CT 025 “Commissione Manutenzione”, Past President A.I.MAN., Consigliere ASTRI

 

Fonte: U&C, Giugno 2019

 

Note e Bibliografia
  • (*) An approach to the prioritization of sustainable maintenance drivers in the TBL framework di Pires, S. P.* Sénéchal, O.* Loures, E.F. R**, Jimenez, J. F.*** 
  • Norme UNI sulla manutenzione e sicurezza
  • Norme CEI e ISO
  • ASSE - Safety and sustainability 2013
  • GRI - G4 Guidelines 2013
  • OSHA - Sustainability in workplace 2016
  • ICCA - Guidance process safety metrics 2016
Pubblicato il Dicembre 11, 2019 - (151 views)
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