Soluzioni navali antincendio

Ergonomia e industrializzazione della nautica come input all'innovazione per la lotta agli incendi

  • Marzo 16, 2015
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  • Operazione di salvataggio
    Operazione di salvataggio
  • Operazioni di rimorchio Norman Atlantic
    Operazioni di rimorchio Norman Atlantic

 

Negli ultimi anni il comparto della nautica è stato segnato da avvenimenti/incidenti sempre più importanti e rilevanti, soprattutto con epiloghi sconcertanti, che hanno segnato i ricordi di molte persone, basti pensare al naufragio della Costa Concordia o il rogo che ha devastato il traghetto Norman Atlantic. Inoltre, tali vicende, sono tutte contrassegnate da operazioni di soccorso che, vista la gravità della situazione, si trasformano in una corsa contro il tempo per mettere in salvo le persone a bordo. Tali soccorsi molte volte si trasformano anche in rischi ai quali i soccorritori sono esposti e con i quali devono confrontarsi.

Numerose sono poi le inchieste e procedimenti giudiziari che seguono e cercano di trovare le cause tecniche degli incidenti e di accertare / attribuire responsabilità, con tempi che in genere non consentono l'adozione immediata di soluzioni e miglioramenti in termini di sicurezza e/o di gestione della manutenzione, quali individuazione e definizione di misure urgenti di prevenzione e protezione, tali da limitare o comunque mitigare le conseguenze disastrose di eventi incidentali simili.

Nel campo dell'antincendio per esempio, numerosi sono stati e sono gli studi attualmente in corso per individuare soluzioni utili per migliorare la resistenza al fuco delle strutture e in particolare delle porte tagliafuoco. Tali studi sono nati anche come risposta alle esigenze sempre più pressanti e stringenti della cantieristica navale, la quale è orientata verso una visione sempre più ergonomica della nave, con l'obbiettivo di soddisfare le molteplici esigenze dei viaggiatori creando un'ambiente idoneo, confortevole e soprattutto sicuro facendo sentire il passeggero come a casa. Altro aspetto trainante è l'obiettivo di portare a una maggiore industrializzazione del comparto navale, in genere contrassegnato da caratteristiche/requisiti/esigenze di "nicchia" oppure a segmenti più grandi per le sole fasce qualitative di prodotto a maggior valore aggiunto, il tutto con una rigorosa attenzione alle severe normative relative alla sicurezza, normative per la tutela ambientale e le stringerti normative internazionali caratterizzanti tale settore.

 

 

L'obiettivo da perseguire, è da un lato il miglioramento delle prestazioni in termini di sicurezza e dall'altro il miglioramento della manutenibilità e della gestione della manutenzione di tutti i dispositivi a bordo delle navi da crociera e da trasporto passeggeri dai quali dipende la sicurezza e la gestione dell'emergenza. Per quanto riguarda le porte tagliafuoco esistenti l'attenzione è rivolta principalmente ai fattori prestazionali quali: Peso; Costi elevati; Proprietà meccaniche poco avanzate.

Gli studi sulle porte tagliafuoco si pongono l'obiettivo di creare prodotti innovativi e sono focalizzati su: metodi alternativi di collegamento tra il telaio della porta e la struttura della nave che non prevedano saldatura diretta, in modo da facilitare il processo di montaggio (largamente accettato dai cantieri navali); ricerca di alternative progettuali per ridurre il peso e lo spessore delle porte, senza comprometterne le prestazioni; particolari requisiti di funzionalità sia in caso di incendio che in caso di allagamento.

La struttura della porta che è stata realizzata con un nuovo materiale certificato della famiglia degli aerogel, ossidi ad alta porosità, presenta un potere isolante superiore e una totale assenza di agenti tossici. Tale soluzione presenta vantaggi quali maggior leggerezza, facilità di smaltimento e rispetto dell'ambiente.

Ad oggi il telaio delle porte e la struttura della nave sono i genere collegati con saldatura diretta, mentre attraverso la creazione di metodi alternativi si rende più veloce il montaggio e si evitano problemi strutturali dovuti a un'unione rigida porta-struttura di supporto presenti in precedenza.

 

L'aspetto più innovativo è lo studio di materiali alternativi alla lana di roccia, l'isolante più diffuso oggi sul mercato, in grado di migliorare le prestazioni e la capacità di resistenza delle porte alle ingenti sollecitazioni termiche e meccaniche cui sono sottoposte. Alla base di tali studi sono utilizzati modelli matematici per simulare la capacità di resistenza al calore e la deformazione delle porte utilizzate, arrivando a ipotizzare un nuovo modello di porta, più funzionale e sicura.

Grazie allo studio di materiale ad alto potere isolante sulla base della sua conducibilità termica si realizzano porte che consentono una maggiore sicurezza a bordo nave. I tre strati di materiale con i quali vengono abitualmente realizzate le porte tagliafuoco sono stati ridotti mantenendo, però, un'identica resistenza termica e un minor peso e spessore. Il nuovo metodo di collegamento della porta con la struttura consente un'ottimizzazione dei tempi di montaggio. L'assenza di agenti tossici e la facilità di smaltimento consentono il massimo rispetto dell'ambiente. Inoltre, i costi di produzione e montaggio sono nettamente inferiori rispetto al passato.

Sono state studiate nuove tipologie di porte capaci di migliorare la sicurezza dei passeggeri, costruite nel rispetto dell'ambiente e delle normative internazionali, con tecnologie innovative e caratterizzate da prestazioni superiori e con costi di produzione inferiori raggiungendo una conciliazione ottimale tra i requisiti di funzionalità in caso di incendio ed eventuali esigenze normative in caso di allagamento.

Nel complesso è importante sottolineare due dei principali aspetti dai quali dipende in modo significativo il futuro della sicurezza in campo nautico, il primo riguarda l'importanza di soluzioni innovative da adottare per migliorare le prestazioni di sicurezza di tutti i sistemi di bordo dai quali dipende la sicurezza della popolazione a bordo dei natanti e il secondo è sicuramente una maggiore cura degli aspetti di manutenzione, sia sotto il profilo tecnico e di gestione, senza dimenticare la riprogettazione con finalità di miglioramento dell'ergonomia e più in generale della manutenibilità dei sistemi.

Massimo Concetti,

HSE and Maintenance Manager

Giuseppe Venditti,

Safety and Maintence Engineer

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