Una sessione di prove al Centro d’esami Festo

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Il punto sulla Certificazione delle Competenze in Manutenzione, dopo una giornata d’esami svoltasi ad Assago alla presenza di Accredia

Una sessione di prove al Centro d’esami Festo
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Una sessione di prove al Centro d’esami Festo
Una sessione di prove al Centro d’esami Festo
Una sessione di prove al Centro d’esami Festo
Una sessione di prove al Centro d’esami Festo

Lo scorso 16 novembre, presso il Centro d’Esami Festo Academy, undici candidati hanno svolto le prove d’esame di Certificazione delle Competenze di Manutenzione, superandole tutti brillantemente e conseguendo così l’idoneità alla Certificazione di livello 1 rivolta a Specialisti di manutenzione e di livello 2 per Supervisor e Ingegneri di manutenzione, che sarà rilasciata dal CICPND (Centro Italiano Certificazione Prove Non Distruttive) previa verifica dei requisiti necessari.

Le prove si sono svolte alla presenza di un ispettore di Accredia, l’Ente Italiano di Accreditamento designato dal Governo che opera sotto la vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico, per attestare la competenza, l’indipendenza e l’imparzialità degli organismi di certificazione.

L’esame consiste in una prova teorica (una batteria di test a risposta chiusa), una prova pratica (un project work in cui si descrive un intervento di manutenzione in termini di pianificazione e di istruzione operativa) e un colloquio finale. L’esame è naturalmente piuttosto impegnativo, ma allo stesso tempo non è insormontabile. Il manutentore deve infatti dimostrare che possiede, a seguito della formazione svolta, delle metodologie acquisite e della propria esperienza di campo, quelle competenze teorico-pratiche richieste dalla Norma UNI EN 15628Qualifica del Personale di Manutenzione”.

La stessa Norma definisce quali debbano essere le competenze per i ruoli sui quali si articola il servizio di manutenzione.

Livello 3 - Responsabile di Manutenzione: responsabilità dei valori richiesti di disponibilità dell’impianto / prestazioni dell’impianto, sulla base degli indicatori di prestazione

Livello 2 – Supervisore o Ingegnere di Manutenzione, industriale o civile: coordinamento delle attività di manutenzione secondo il budget annuale, i piani di manutenzione correlati e la attività di manutenzione non pianificate

Livello 1 – Tecnico specialista di Manutenzione: esecuzione indipendente delle attività di manutenzione

Il Centro d’Esami Festo Academy di Assago (MI) è stato il primo ad ottenere nel 2006 il riconoscimento da parte del CICPND quale Sede d’esame per i livelli 1 e 2.  Il suo Responsabile provvede alla nomina per ogni sessione di prove di almeno due Commissari d’esame certificati Livello 3, nel rispetto delle procedure e del protocollo dell’Ente di Certificazione.

 

Specialisti, Supervisor e Ingegneri di Manutenzione industriale e Civile

Festo Academy, la Industrial Management School del gruppo Festo, attraverso Corsi, Master e Percorsi formativi sviluppa le competenze necessarie del personale di manutenzione, sia tecniche e sia manageriali, preparandolo così a conseguire anche la Certificazione delle competenze stesse.

I programmi formativi di primo livello, della durata di 40 ore, sono destinati alle figure specialistiche che operano direttamente sull’impianto o sul componente. Sono centrati principalmente sul Troubleshooting e la Ricerca guasti, sui KPI di manutenzione, sulla capacità di operare in autonomia e sicurezza nei diversi interventi.

Per chi ha l’incarico di coordinare le attività, le squadre di manutenzione e le imprese esterne quale preposto, l’assortimento delle competenze richieste è decisamente più ampio e articolato: sia sul piano di quelle tecnico-professionali e sia di quelle cosiddette trasversali (“soft skills”). La formazione di secondo livello spazia quindi dal Problem Solving all’analisi di guasto, dal controllo del budget alla gestione efficace dei ricambi, dalle politiche e dai piani manutenzione (preventiva e predittiva) alla gestione dei collaboratori ed alla sicurezza comportamentale.

Per le altre figure di secondo livello che operano nella Ingegneria di manutenzione, nel pianificazione e nel miglioramento continuo delle prestazioni della manutenzione (sia riferita agli impianti produttivi e sia alle facilities), i relativi programmi formativi sono più focalizzati e approfonditi sulla raccolta e l’analisi dei dati di guasto, sulla pianificazione delle attività e sul project management, sulla Professional maintenance e sugli aspetti di miglioramento del processo tipici della Industry 4.0.

Al termine del percorso formativo Festo Academy rilascia un Attestato di Qualificazione in coerenza con la norma UNI EN 15628, che testimonia il raggiungimento di un livello di eccellenza nella qualità professionale, dimostrato dal profittevole superamento dei test di apprendimento che ad ogni fine modulo vengono erogati: le stesse Aziende lo considerano ormai, per la professionalità di un manutentore, più qualificante di un titolo di studio, che invece rimane testimonianza del background scolastico.

 

Perché certificarsi? La situazione delle Certificazioni in Italia

La Certificazione delle Competenze del Personale di manutenzione è ormai piuttosto diffusa in Italia: i professionisti della manutenzione che hanno il riconoscimento del CICPND sono ad oggi oltre un migliaio, articolati sui 3 livelli.

Il Centro d’Esami Festo Academy ha riscontrato l’idoneità di oltre 200 candidati presso la sede di Assago e di oltre 600 direttamente presso gli stabilimenti dove le aziende hanno realizzato con Festo percorsi formativi ad hoc, articolati fra livelli 1 (Tecnico Specialista di Manutenzione) e livelli 2 (Supervisore dei lavori di Manutenzione e Planner / Ingegnere di Manutenzione).

Ma perché certificarsi?  Non è sufficiente formarsi e qualificarsi? In effetti, la “qualifica del personale di Manutenzione” è un procedimento complesso che si ottiene attraverso più passaggi, secondo quei parametri riconosciuti a livello europeo dalle associazioni professionali che operano in manutenzione e riassunti nella Norma UNI-EN 15628. Nel possedere tutte le skill indicate per ciascun livello, quindi per ciascun ruolo professionale che ricopre, il manutentore ha raggiunto un livello di qualità nel proprio lavoro che può essere attestato direttamente da chi gli ha erogato la formazione. Nel caso della certificazione si tratta di “un livello superiore”, in quanto riconosciuta da un Ente terzo, che certifica che la qualità professionale è frutto di tre componenti fondamentali:

a) l’esperienza aziendale in manutenzione, che può variare da due a cinque anni a seconda del livello professionale e del titolo di studio

b) la frequenza a un monte ore formativo sui temi della manutenzione, variabile da 40 a 80 ore in funzione dei 3 livelli professionali

c) il conseguimento dell’idoneità presso un Centro d’Esame accreditato, tramite il superamento delle prove d’esame

Per il professionista si tratta dunque del riconoscimento che “un Ente terzo” (riconosciuto da Accredia, come per le diverse certificazioni ISO relative ai Sistemi di Gestione) dà alla eccellenza e quindi alla qualità del proprio lavoro.

Per l’Azienda, la Qualificazione e Certificazione dei propri addetti sono strumenti utili a mappare le competenze interne di manutenzione al proprio interno, avendo come riferimento dei parametri oggettivi e riconosciuti a livello internazionale.

Per un’Impresa che offre Servizi di Manutenzione, infine, esse rappresentano un vantaggio competitivo in occasione di appalti, l’opportunità di poter garantire rispetto la concorrenza l’abilità “certificata” del proprio personale nell’operare secondo modelli di gestione standardizzati e di possedere competenze tecniche per eseguire interventi in autonomia e sicurezza.

Non sono valori da poco, in un’epoca in cui la complessità della Smart Factory 4.0, costringe a ridisegnare spesso e rapidamente competenze, ruoli e KPI, all’interno di processi produttivi sempre più spinti e in contesti professionali che si preannunciano di non facile consolidamento rispetto a quando la vita di una macchina correva “parallela” alla vita professionale del manutentore, sia in termini di durata e di performance, quindi quantitativi, sia di tecnologia e conseguente know-how, ovvero qualitativi.

 

Vittorio Pavone – Responsabile organizzativo Centro Esami Festo Academy

Pubblicato il Dicembre 14, 2018 - (28 views)
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