Anno nuovo, problemi vecchi

Focus sui temi più spinosi da risolvere nel 2015

  • Gennaio 19, 2015
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    Anno nuovo, problemi vecchi

Le sfide che ci attendono nel 2015 sono strettamente legate a fattori economici e incertezza sul futuro delle strutture produttive di mezzi di trasporto, sia su ferro che su gomma, su cui il nostro Paese potrà contare.

Punti focali principali che dovranno essere affrontati sotto il profilo manutenzione sono: rinnovo del parco veicoli; adeguamento delle strutture manutentive (le officine); formazione e certificazione.

 

1. Rinnovo del parco

È ovviamente legato alla disponibilità economica.

 

Trenitalia a parte, il resto dei parchi veicoli su ferro e gomma dipende o dipenderà dalle Regioni. I veicoli nuovi comportano:

  • un ritorno positivo di immagine;
  • diminuzione delle spese manutentive;
  • aumento della clientela (vedere i casi della provincia di Bolzano e della Puglia).

Va da se che chi non ha soldi per rinnovare i veicoli dovrebbe almeno provvedere ad una manutenzione che li preservi in condizioni di normale funzionamento.

 

Abbiamo visto spesso autobus con decenni di servizio con carrozzerie disastrate che fumavano come ciminiere, carrozze ferroviarie con climatizzazione e bagni fuori uso ecc. È ovvio che in queste situazioni si perdono anche clienti e ci si avvia in una spirale negativa senza ritorno.

Se poi facciamo il confronto con i mezzi TPL di Mentone (Francia) e con i treni regionali francesi che arrivano fino a Ventimiglia (i nostri non vanno in Francia) cascano le braccia.

L'augurio su questo punto è che i responsabili delle aziende di trasporto (ma anche le controparti sindacali) capiscano che fare manutenzione seriamente è condizione irrinunciabile.

 

2. Strutture manutentive

Sulle officine di manutenzione (interne od esterne) si sta giocando una partita pesante. I clienti, da un lato, pretendono (giustamente) qualità, efficacia ed efficienza del servizio fino ad arrivare recentemente alla richiesta di certificazione del personale di manutenzione, dall'altro tendono a risparmiare il più possibile e non tengono conto delle richieste che vengono fatte alle officine in termini di ristrutturazione e sicurezza con risvolti economici notevoli.

Emblematico è quello che nel ferroviario sta succedendo con l'introduzione dell'ECM che, al di là dei tanti lati positivi, ha comportato l'aumento abnorme di burocrazia e quantità di carta che deve essere prodotta, perché molti addetti ai lavori, per mettersi con le spalle al sicuro, non accettano l'utilizzo dei sistemi informatici ma "vogliono vedere la carta".

La speranza e l'augurio è che nel 2015 si arrivi ad una gestione meno stressante e più chiara.

Di certo assisteremo a una diminuzione del numero delle officine in virtù del fatto che gli impegni economici richiesti per "lavorare" sono per molti non più sostenibili.

 

3. Formazione e certificazione

Un aspetto positivo in questo panorama è la consapevolezza che la formazione è non solo necessaria ma indispensabile per una migliore gestione delle attività manutentive.

Si parla ora di formazione non solo del personale operativo ma anche e soprattutto del personale intermedio (capi officina) e di gestione (responsabile della manutenzione). Però questa consapevolezza si scontra con la realtà economica delle aziende e con una residua mentalità che ritiene la formazione se non un lusso, almeno qualcosa da affrontare se proprio necessario.

Legata alla formazione dei 3 livelli previsti dalla norma UNI 11420 (ora norma europea) è la richiesta che timidamente alcuni clienti cominciano a fare, cioè di avere la certificazione di ente terzo non solo delle strutture manutentive (officine) ma anche del personale a tutti i livelli.

Sul mercato, oltre a proposte generaliste, si cominciano ad avere offerte specifiche per il settore trasporto.

Per questo punto quindi l'augurio è che i primi tentativi positivi diventino presto una realtà di routine.

Bruno Sasso

Coordinatore Sezione Trasporti A.I.MAN.

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