Tra pressioni geopolitiche, frammentazioni delle catene di fornitura e una trasformazione digitale sempre più accelerata, il settore MRO (Maintenance, Repair, Operations) è chiamato a fare i conti con una sfida che va oltre la tecnologia. Ne abbiamo parlato con Jen Scarlett, Head of Social Impact di RS Group e con Anna Fiorentini, Head of Marketing & ESG expert di RS Italia.
Mentre le aziende continuano a investire massicciamente in infrastrutture digitali, molte non dispongono delle skill necessarie per tradurre i dati in azioni concrete. Il report Future of Jobs del World Economic Forum stima che quasi il 39% delle competenze lavorative cambierà entro il 2030 con intelligenza artificiale, dati e alfabetizzazione tecnologica tra gli ambiti in più rapida crescita. Jen Scarlett, come si traduce questo dato nel mondo MRO?
"La trasformazione è già in corso. Il mondo MRO si colloca oggi all'intersezione tra costi, rischi e continuità operativa, con i professionisti sempre più sotto pressione per ridurre la spesa migliorando al contempo efficienza, resilienza e uptime. Nel settore MRO siamo ormai lontani dalla manutenzione tradizionale: asset connessi, analisi predittiva e piattaforme integrate stanno ridisegnando completamente il lavoro quotidiano degli ingegneri. Una ricerca di McKinsey & Company lo conferma con numeri precisi: la manutenzione predittiva può ridurre i costi del 20-25% e tagliare i fermi macchina non pianificati fino al 50%. Il problema è che questa trasformazione tecnologica ha bisogno di persone capaci di governarla, e quelle persone oggi scarseggiano”.
Dal suo punto di vista globale, come sta cambiando, in concreto, il ruolo dell'ingegnere in questo scenario?
"Profondamente. Le aziende sono alla ricerca di ingegneri capaci di coniugare solide basi tecniche con la padronanza del digitale e con competenze umane. L’MRO moderno non è più focalizzato sulla ricerca di guasti meccanici, ma sull'ottimizzazione delle prestazioni in sistemi interconnessi e data-driven. Gli ingegneri devono saper interpretare flussi continui di informazioni provenienti da asset IoT, gestire reti di componenti e comprendere le dinamiche dell'intero ecosistema produttivo, in ambienti sempre più complessi.
Allo stesso tempo, il ruolo si sta spostando da reattivo a predittivo, per anticipare il problema, ottimizzare le prestazioni e prolungare il ciclo di vita degli asset. Questo ha anche un impatto diretto sulla sostenibilità, aspetto che aggiunge ulteriori sfide, ma anche opportunità: una manutenzione predittiva ben eseguita riduce gli sprechi, abbassa i consumi energetici, limita le sostituzioni premature di componenti. Oltre all'efficienza, gli ingegneri stanno abilitando la crescita di industrie a basse emissioni di carbonio, dall'elettrificazione ai sistemi circolari. Questo significa offrire un contributo concreto e misurabile nel bilanciare prestazioni, costi e resilienza con l'impatto ambientale.
E poi c'è la dimensione umana. Saper tradurre i dati in azioni concrete, lavorare in modo trasversale tra discipline diverse e adattarsi rapidamente al cambiamento: queste competenze sono oggi tanto importanti quanto quelle tecniche. L'ingegnere del futuro è una figura ibrida ancora difficile da trovare, che combina rigore analitico e capacità relazionali".
Anna Fiorentini, qual è la dimensione del problema sul fronte delle competenze nel nostro Paese?
"Parliamo di una vera emergenza. Nel solo settore ingegneristico, in Italia il Centro studi del Cni (Consiglio Nazionale degli Ingegneri) stima che manchino all'appello oltre 7.000 ingegneri. Ma la crisi nasce ancora prima, nella pipeline dei talenti: secondo i dati del World Economic Forum le donne rappresentano solo il 28% della forza lavoro STEM globale e appena il 22% dei professionisti dell'IA. Non è solo un problema di numeri, è un problema di accesso e preparazione. I giovani hanno sempre meno occasioni di sperimentare in contesti reali, e questo si sente”.
Come risponde RS Italia a questa sfida?
"RS non è solo un fornitore omnicanale globale di prodotti e soluzioni in ambito MRO: siamo un partner per le organizzazioni che vogliono costruire operazioni resilienti e pronte per il futuro. Supportiamo programmi educativi con donazioni di prodotti e sfide ingegneristiche pratiche. Tra le collaborazioni attive in Italia, iscritte nel quadro del Piano d'Azione ESG 2030 locale e del pilastro strategico "Sostenere i giovani e le comunità", si distinguono ad esempio le iniziative insieme al Politecnico di Milano e a Girls Tech.
Collaboriamo con il Politecnico supportando due tra i progetti di ingegneria applicata più rappresentativi dell'ateneo milanese. Si tratta del progetto del team Dynamis PRC, che gareggia nella Formula Student, uno dei campionati universitari di ingegneria più prestigiosi al mondo, e quello del team Green Mecc, impegnato nella Shell Eco-marathon, competizione internazionale dedicata all’innovazione e all’efficienza nel settore automotive in cui studenti e studentesse progettano, costruiscono e guidano veicoli ultraleggeri per raggiungere la massima efficienza energetica. Il nostro sostegno è sia economico che tecnico: mettiamo a disposizione un'ampia varietà di prodotti del catalogo RS PRO e affianchiamo gli studenti nella selezione dei componenti più adatti alle loro specifiche esigenze progettuali. Non si tratta di una semplice sponsorizzazione, ma di un'esperienza di apprendimento applicato, in cui i nostri esperti trasferiscono competenze professionali reali, trasformando i progetti in un punto di contatto diretto con il mondo industriale.
Lavoriamo anche con Girls Tech, associazione impegnata da anni a contrastare il divario di genere nelle discipline STEM, organizzando laboratori di coding, robotica di base e programmazione nelle scuole del territorio e presso la nostra sede, dove studenti e studentesse possono sperimentare la tecnologia in modo creativo e inclusivo. I nostri stessi dipendenti partecipano attivamente come volontari, spesso accompagnati dai propri figli che prendono parte ai laboratori didattici. Crediamo che la competenza si costruisca con le mani, non solo sui libri – e che il momento giusto per iniziare sia molto prima dell'università”.
Torniamo da lei, Jen Scarlett: possiamo dire che sono quindi le persone a guidare il futuro dell'industria intelligente…
“Esatto, la tecnologia da sola non determina il successo delle operazioni industriali intelligenti – lo fanno le persone. Le organizzazioni che riconoscono questo punto di svolta e investono nelle competenze necessarie per gestire, ottimizzare e sostenere gli ambienti industriali moderni prospereranno.
Il futuro del lavoro è già qui. Realizzarne il pieno potenziale – in termini di prestazioni operative, sostenibilità e resilienza – dipende dalla capacità delle organizzazioni di valorizzare ingegneri e team operativi. Chi saprà coltivare le competenze giuste, integrare l'apprendimento continuo e favorire la collaborazione non solo ottimizzerà la tecnologia, ma costruirà sistemi industriali sostenibili e pronti per il futuro”.















































